DL PNRR: le nuove norme su scuola, università e AFAM, l'analisi della FLC CGIL
La legge di conversione del decreto PNRR introduce novità per docenti, personale ATA e ricerca scientifica in vigore dal 20 aprile 2026.
La conversione in legge del decreto n. 19/2026 segna un passo decisivo per l'attuazione del PNRR. Il testo approvato dal Senato lo scorso 15 aprile introduce cambiamenti strutturali per il sistema d'istruzione, influenzando direttamente la gestione del personale, i percorsi di riforma scuola e i finanziamenti per la ricerca.
Formazione e reclutamento dei docenti
Il nuovo quadro normativo modifica profondamente il sistema di accreditamento per gli enti che erogano la formazione continua. La platea dei soggetti autorizzati viene ampliata, eliminando il requisito dell’esperienza pluriennale e il riconoscimento automatico per chi era già accreditato. Il Ministero assume un ruolo centrale nella definizione dei criteri, sollevando tuttavia preoccupazioni sulla discrezionalità amministrativa a discapito delle comunità professionali.
In merito al reclutamento, la legge include negli elenchi regionali per le immissioni in ruolo anche gli idonei del concorso straordinario 2020. Viene introdotto un criterio di priorità territoriale: i candidati che hanno sostenuto la prova nella regione di inserimento avranno la precedenza rispetto ai provenienti da altri territori.
Novità sulla mobilità e tutele familiari
Una delle modifiche più attese riguarda la mobilità del personale docente. Il decreto PNRR ora prevede la possibilità di richiedere l'assegnazione provvisoria anche per il ricongiungimento ai genitori anziani. Questa misura rappresenta un'estensione delle tutele per la vita familiare, sebbene resti prioritario il dibattito sul superamento definitivo dei vincoli per i neoassunti.
Riforma degli istituti tecnici
Il provvedimento conferma l'impianto della riforma scuola per la filiera tecnologico-professionale. Sono stati inseriti correttivi per bilanciare le discipline nel primo biennio ed evitare esuberi di personale. Tuttavia, permangono criticità rilevanti:
Assenza di investimenti aggiuntivi per sostenere il nuovo assetto.
Riduzione delle ore in materie fondamentali come l'italiano nelle classi quinte.
Tempistiche ridotte per un'attuazione efficace e stabile.
Gestione dei laboratori e personale ATA
Per quanto riguarda le ITS Academy, le imprese potranno utilizzare i laboratori pubblici al di fuori dell'orario didattico per generare risorse. Questa norma è al centro di discussioni per il rischio di privilegiare fini commerciali rispetto alla missione formativa originaria prevista dal PNRR.
Sul fronte del personale ATA, si registra un ulteriore rinvio per l'applicazione del nuovo ordinamento professionale. Restano inoltre scoperti circa 60.000 posti vacanti, per i quali non è stato autorizzato lo sblocco delle immissioni in ruolo su tutti i posti disponibili, limitando gli interventi a piccoli stanziamenti per le scuole soggette a dimensionamento.
Investimenti per università, ricerca e AFAM
Il decreto stanzia risorse specifiche per garantire la continuità dei progetti legati alla ricerca:
22,5 milioni di euro per il 2026 destinati al Fondo ordinario per gli enti di ricerca.
17 milioni di euro annui (2026-2031) per il finanziamento strutturale dei dottorati AFAM.
Sebbene questi fondi siano giudicati positivamente, gli esperti sottolineano la necessità di un piano di reclutamento straordinario per contrastare il precariato strutturale che affligge il settore universitario e dell'alta formazione.