Docente di sostegno e supplenze: la posizione di UIL Scuola è chiarissima
L’impiego del docente di sostegno per le sostituzioni compromette l’inclusione scolastica e la qualità della didattica nelle scuole.
L'attuale gestione organizzativa trasforma spesso il docente di sostegno in un sostituto per le supplenze brevi, minando i principi dell'inclusione scolastica e i diritti degli alunni più fragili. Questa pratica, sempre più diffusa negli istituti di Modena e provincia, rischia di rendere ordinaria una gestione dell'emergenza che dovrebbe invece rappresentare una rara eccezione.
La normativa sull'utilizzo del docente di sostegno
Il quadro legislativo italiano è estremamente rigoroso nel tutelare la funzione della didattica speciale. L’impianto normativo si fonda su tre pilastri fondamentali:
Legge 104/1992: stabilisce il diritto all'integrazione attraverso l'assegnazione di personale specializzato.
D.Lgs. 66/2017: conferma il valore strutturale del sostegno nei percorsi educativi.
Linee guida ministeriali: la nota MIUR 9839/2010 specifica chiaramente che il personale specializzato non può essere sottratto alle proprie ore per sostituire colleghi assenti, se non in casi di estrema urgenza non altrimenti risolvibili.
Nonostante queste disposizioni, la realtà scolastica odierna vede il docente di sostegno impiegato frequentemente come figura di supporto generico per coprire i vuoti di organico.
L'impatto delle supplenze brevi sull'inclusione scolastica
L'utilizzo improprio dei docenti specializzati non è un mero problema burocratico, ma un danno diretto alla continuità didattica. Quando un insegnante viene spostato dalla propria classe per coprire supplenze brevi, il modello di inclusione scolastica italiano subisce un arresto. Gli studenti con disabilità perdono un riferimento essenziale, vedendo ridotta la qualità del supporto garantito per legge.
Dario Catapano, segretario della UIL Scuola Modena, evidenzia come questa tendenza rifletta una carenza di investimenti strutturali. Le scuole, schiacciate tra scarsità di risorse e necessità di vigilanza, si trovano spesso costrette a sacrificare la professionalità specifica degli insegnanti in favore delle esigenze logistiche immediate.
Le critiche di UIL Scuola alla gestione dell'emergenza
Il paradosso del sistema attuale risiede nella formazione: mentre il Ministero continua a specializzare migliaia di figure professionali, la loro competenza viene sminuita da una gestione precaria. Molti docenti, pur avendo ottenuto un incarico annuale, operano quotidianamente in una condizione di incertezza professionale.
Secondo il sindacato, è necessario un intervento che separi nettamente le funzioni. L'obiettivo deve essere il ritorno a una gestione ordinaria delle assenze che non gravi sul diritto allo studio degli alunni più vulnerabili. L'Italia, pioniera nell'abolizione delle classi differenziali nel 1977, deve preservare l'autorevolezza del proprio modello inclusivo senza cedere a logiche di risparmio o emergenza permanente.