Docente licenziata nel Fiorentino per le frasi sul sesso rivolte agli alunni di seconda media

La docente licenziata resta fuori dalle graduatorie dopo la conferma del Tribunale di Firenze sul caso della scuola media.

28 giugno 2026 17:00
Notizia verificata · Fonte: open.online · Vedi fonti
Docente licenziata nel Fiorentino per le frasi sul sesso rivolte agli alunni di seconda media - Sentenza del Giudice
Sentenza del Giudice
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Una docente licenziata nel Fiorentino torna al centro dell'attenzione dopo la decisione dei giudici. L'insegnante, che lavorava in una scuola media, ha perso il posto per aver rivolto frasi a sfondo sessuale ad alunni di seconda media. Il provvedimento più duro per il pubblico impiego comporta anche la cancellazione dalle graduatorie. La professoressa ha fatto ricorso, ma per ora non può tornare in classe.

Cosa è successo durante le lezioni

Gli episodi contestati riguardano un istituto del Fiorentino, dove l'insegnante teneva educazione motoria. Secondo quanto ricostruito, avrebbe parlato di sesso in modo esplicito davanti a ragazzi di dodici e tredici anni. In una circostanza avrebbe consigliato di consultare siti per adulti per capire come si fa sesso, pronunciando la frase «Guardate YouPorn per capire bene il sesso». Avrebbe poi accennato ad altri temi a sfondo sessuale, usando una borraccia come oggetto di scena per simulare un gesto. In più occasioni la docente avrebbe raccontato anche esperienze personali molto private, descrivendole con dettagli del tutto fuori luogo per il contesto scolastico. Comportamenti che la dirigenza ha giudicato gravi, sia per i contenuti sia per l'età degli studenti coinvolti.

Perché la docente licenziata resta fuori dalle graduatorie

Il licenziamento di un dipendente pubblico è la sanzione più pesante. Per la docente licenziata non comporta solo la perdita del posto: porta con sé anche la esclusione dalle graduatorie, cioè dagli elenchi che permettono di ottenere nuove cattedre. In pratica, l'insegnante non può più lavorare nella scuola. La professoressa si era opposta al procedimento disciplinare avviato dall'istituto, dando il via a un contenzioso. In un primo momento aveva ottenuto la sospensione del provvedimento. Poi il Tribunale di Firenze ha cambiato le carte in tavola, accogliendo il reclamo della scuola e del Ministero dell'Istruzione.

Il racconto degli studenti alla dirigente

A far emergere il caso sono stati gli studenti. Alcuni ragazzi hanno riferito ad altri compagni e ad alcuni docenti le conversazioni avute in classe. La dirigente scolastica ha quindi ascoltato i ragazzi coinvolti uno per uno, «chiedendo che fosse riferita soltanto la verità su quanto udito di persona e ammonendo sulla gravità di eventuali false segnalazioni». Le testimonianze raccolte sono risultate coincidenti tra loro. Pur reagendo in modo diverso, tutti gli alunni hanno confermato le stesse frasi e gli stessi comportamenti. Elementi che hanno pesato sulla destituzione, motivata «per le condotte poste in essere nei confronti di alunni di 12-13 anni d'età, evidentemente inopportune, per contenuti e contesto».

Quali conseguenze restano per l'insegnante

La vicenda non è del tutto chiusa. La docente potrà ancora portare avanti la causa nel merito, ma la sua posizione attuale è netta:

  • resta esclusa dalle graduatorie scolastiche;

  • non può insegnare in attesa della sentenza definitiva;

  • dovrà dimostrare le proprie ragioni in un nuovo grado di giudizio.

Per i giudici della sezione lavoro del Tribunale di Firenze i fatti contestati sono «ampiamente sufficienti, in ragione della radicale contrarietà del comportamento tenuto dalla docente ai doveri e alle responsabilità propri del ruolo dell'educatore». Una motivazione che lega la sanzione non solo al singolo episodio, ma al ruolo educativo che la scuola affida a ogni insegnante.

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Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

Fonte:

Verificato il: 28 giugno 2026

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