GPS 2026: come evitare l'esclusione dalle graduatorie attraverso la scelta delle 150 preferenze
La scelta delle 150 preferenze è obbligatoria per mantenere il punteggio nelle GPS 2026 ed evitare il depennamento biennale.
Le recenti disposizioni ministeriali chiariscono un punto critico per il personale scolastico: la mancata presentazione dell'istanza per le GPS 2026 e per le sedi può portare all'esclusione definitiva. Anche chi ha deciso di non aggiornare il proprio punteggio deve prestare attenzione alle scelte delle sedi e alle supplenze, poiché le nuove regole dell'Ordinanza Ministeriale n. 27/2026 introducono vincoli più stringenti rispetto al passato.
Regole per il mantenimento della posizione in graduatoria
Secondo le ultime precisazioni sindacali, esiste un legame indissolubile tra l'aggiornamento dei titoli e la scelta delle sedi. Molti docenti si chiedono se sia possibile mantenere il proprio posto pur avendo saltato la finestra di aggiornamento dello scorso marzo.
La risposta è affermativa, ma a una condizione precisa: è indispensabile compilare la domanda per le 150 preferenze. Anche l'inserimento di una singola istituzione scolastica è sufficiente per confermare la propria presenza nel sistema ed evitare la cancellazione d'ufficio.
Conseguenze del mancato invio della domanda
L'ordinanza stabilisce che l'assenza di entrambe le istanze — sia quella di aggiornamento che quella relativa alle sedi — comporta il depennamento immediato. Tale esclusione non riguarda solo la singola annualità, ma ha validità per l'intero biennio di riferimento (2026/27 e 2027/28).
Aggiornamento GPS: Terminato il 16 marzo.
Scelta 150 preferenze: Fase successiva e obbligatoria per chi vuole lavorare.
Rischio: Perdita del diritto a supplenze e incarichi per due anni.
Importanza delle scelte delle sedi per le supplenze
La procedura telematica per le scelte delle sedi rappresenta l'unico strumento per ottenere incarichi a tempo determinato. Chi non partecipa a questa fase, oltre a rischiare il depennamento, rinuncia automaticamente alla possibilità di ricevere contratti dalla propria provincia di inserimento, limitando drasticamente le opportunità lavorative nel settore pubblico.