Domanda di pensione per la Gestione separata presentata in ritardo? La Cassazione nega gli arretrati
Presentare la domanda di pensione oltre la maturazione dei requisiti comporta la perdita delle mensilità arretrate nei casi di computo della contribuzione.
Il momento in cui si inoltra la domanda di pensione determina l'erogazione degli assegni previdenziali arretrati. L'ordinanza 10542 della Corte di Cassazione chiarisce che il ritardo nella trasmissione della richiesta comporta perdite economiche nei casi di computo, smentendo la decorrenza automatica.
Regole specifiche per la domanda di pensione
Nel sistema italiano, la decorrenza varia in base alla prestazione. Se la vecchiaia ordinaria garantisce gli arretrati, il computo nella gestione separata decorre solo dalla presentazione della richiesta. Questa opzione unisce i contributi ma richiede precisi requisiti: almeno un mese nella gestione specifica, 15 anni totali di contribuzione previdenziale e 5 anni successivi al 1996. Questa importante scelta previdenziale rappresenta l'atto costitutivo del diritto alla liquidazione.
Effetti del ritardo sulla decorrenza economica
La Cassazione ha accolto il ricorso Inps contro una lavoratrice, stabilendo che l'istanza tardiva causa la perdita delle mensilità precedenti. Il computo implica il passaggio al sistema contributivo, richiedendo una esplicita manifestazione di volontà. Ritardare la domanda di pensione produce quindi precisi effetti:
La perdita del diritto a ricevere gli arretrati previdenziali antecedenti.
Il calcolo del montante contributivo riferito alla data di invio del modulo.