Educazione digitale e minori: guida alla gestione consapevole degli schermi

Le indicazioni della psichiatra Lucattini per integrare la tecnologia in famiglia, prevenendo i rischi attraverso una sana educazione digitale.

16 febbraio 2026 12:00
Educazione digitale e minori: guida alla gestione consapevole degli schermi - Adelia Lucattini
Adelia Lucattini
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Gestire i device in famiglia richiede equilibrio. La psichiatra Lucattini traccia la via per una corretta educazione digitale: niente demonizzazioni, ma presenza attiva e regole condivise per tutelare lo sviluppo emotivo di bambini e adolescenti in un mondo iperconnesso.

Oltre la demonizzazione: il ruolo dell'adulto nella mediazione tecnologica

Nel complesso dibattito contemporaneo sull'interazione tra giovani e tecnologia, l'approccio proibizionista mostra evidenti limiti. Secondo l'analisi approfondita di Adelia Lucattini, Ordinario della Società Psicoanalitica Italiana (SPI) e dell'International Psychoanalytical Association, la chiave di volta non risiede nel sequestro del dispositivo, bensì in un processo di accompagnamento costante. Lo smartphone non è mai un oggetto neutro: esso penetra nel tessuto delle dinamiche familiari, agendo spesso come un regolatore improprio degli stati d'animo o come rifugio dalle difficoltà emotive.

Per i genitori, la sfida è duplice: devono evitare di trasformare la tecnologia in un "nemico" da combattere, ma al contempo non possono abdicare al loro ruolo educativo lasciando che i dispositivi si autoregolino. Una prevenzione digitale efficace si fonda sulla consapevolezza che essere "nativi digitali" non equivale a possedere competenze critiche; queste ultime vanno costruite attraverso l'esempio e la presenza. Se l'adulto di riferimento è il primo a essere assorbito dallo schermo, il messaggio non verbale trasmesso al minore è di trascuratezza, rischiando di far sentire il bambino invisibile o secondario rispetto al device.

I rischi evolutivi e la necessità di un'educazione digitale strutturata

L'esposizione precoce e non mediata agli schermi comporta rischi documentati che variano in base alla fase evolutiva. Nei bambini più piccoli, l'uso massiccio può interferire drasticamente con lo sviluppo del linguaggio e l'acquisizione delle competenze sociali primarie, che necessitano di interazioni "faccia a faccia" e reciprocità. Con l'ingresso nell'adolescenza, le problematiche si spostano sul versante psicologico: l'iperconnessione è spesso correlata a disturbi del sonno, ansia sociale, calo dell'attenzione e alla sindrome nota come FOMO (Fear of Missing Out), ovvero la paura costante di essere esclusi da eventi o conversazioni online.

Lucattini sottolinea come l'educazione digitale non possa limitarsi a impostare un timer o un blocco parentale. È necessario un lavoro profondo sull'educazione emotiva. Il dispositivo non deve mai fungere da "ciuccio digitale" per sedare rabbia, noia o frustrazione; al contrario, i genitori sono chiamati a offrire alternative concrete nel mondo reale, come l'attività fisica, il gioco creativo e la socialità tangibile, preservando spazi affettivi protetti e liberi dalla presenza invasiva della tecnologia.

Strategie operative: regole e rituali per il benessere familiare

Per tradurre la teoria in pratica quotidiana, è essenziale stabilire un quadro normativo chiaro e coerente. I limiti, spiega l'esperta, non vanno intesi come punizioni, ma come argini sicuri che favoriscono la crescita. Di seguito, una sintesi strutturata delle indicazioni operative per le famiglie, ottimizzata per una rapida consultazione:

  • Priorità alla relazione: Lo sviluppo affettivo si nutre di sguardi e voce, lo schermo deve venire sempre dopo l'interazione umana.

  • No ai calmanti tecnologici: Evitare di usare tablet o telefoni per placare i capricci; il bambino deve imparare a gestire le emozioni.

  • Igiene del sonno: Bandire l'uso dei device nelle ore serali per evitare che l'eccitazione cognitiva interferisca con il riposo e la regolazione emotiva.

  • Co-visione e accompagnamento: Mai lasciare i minori soli davanti allo schermo, specialmente nelle prime fasi di utilizzo; la navigazione deve essere un'esperienza condivisa.

  • Rituali "tech-free": Istituire momenti della giornata o spazi della casa dove la tecnologia è bandita, per riscoprire il valore della condivisione diretta.

Integrare il digitale significa trasformare il tempo online in un'esperienza di qualità, inserita in un percorso pedagogico che armonizzi autonomia, responsabilità e salute mentale.

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