Elenchi regionali, Pittoni: 'Presto attivi per i docenti idonei ai concorsi'

Il responsabile Istruzione della Lega, Mario Pitton, conferma l'arrivo del decreto per attivare gli elenchi regionali e sbloccare le graduatorie dei concorsi.

02 gennaio 2026 19:00
Elenchi regionali, Pittoni: 'Presto attivi per i docenti idonei ai concorsi' - Mario Pittoni
Mario Pittoni
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L'annuncio di Mario Pittoni conferma l'imminente attivazione degli elenchi regionali dei docenti. La misura, attesa da chi ha superato i concorsi scuola dal 2020, sarà inserita in un prossimo decreto governativo per favorire il reclutamento.

L'annuncio sugli elenchi regionali docenti

Mario Pittoni, responsabile del Dipartimento Istruzione della Lega, ha utilizzato il suo canale social di Facebook per aggiornare tutto il personale scolastico sulle future mosse legislative. L'ex senatore ha sottolineato l'importanza di dare risposte concrete ai precari della scuola che attendono da tempo una stabilizzazione professionale.

Nel suo messaggio di auguri per il 2026, l'esponente politico ha ribadito la volontà di non dimenticare le preoccupazioni di chi lavora nel mondo dell'istruzione. L'attenzione è focalizzata sulla creazione di meccanismi più fluidi per l'assunzione degli insegnanti risultati idonei ma non vincitori.

Cosa prevede il futuro decreto

La modifica normativa punta a sbloccare la situazione nelle graduatorie relative alle procedure concorsuali svolte a partire dal 2020 in poi. Tuttavia, la bozza del testo potrebbe ancora subire lievi ritocchi tecnici prima della sua approvazione definitiva, come precisato con prudenza dallo stesso Pittoni.

Ecco i punti principali emersi dalle dichiarazioni dell'esponente leghista:

  • Attivazione dei nuovi elenchi su base regionale.

  • Inclusione dei docenti idonei nei concorsi dal 2020.

  • Inserimento della norma nel prossimo provvedimento utile.

L'obiettivo finale resta dunque quello di garantire maggiore certezza sui tempi di reclutamento e offrire una prospettiva chiara agli insegnanti. L'istituzione di questi nuovi elenchi rappresenterebbe un passo avanti fondamentale per la gestione del precariato storico italiano.

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