Ella Bucalo spiega la Riforma della Maturità: nuove regole per orali e commissioni
La senatrice di FdI presenta le novità: colloquio su 4 materie e commissioni miste per valutare la crescita personale degli studenti.
Al convegno di Palazzo San Macuto, Ella Bucalo ha delineato i pilastri della Riforma della Maturità. L'obiettivo è superare il puro nozionismo per valorizzare la persona, introducendo nuove regole per l'orale e modificando le commissioni d'esame.
Una nuova visione culturale per la Riforma della Maturità
Nel pomeriggio del 12 febbraio 2026, le sale di Palazzo San Macuto a Roma hanno ospitato un dibattito cruciale per il futuro del sistema scolastico nazionale. Durante il convegno "Verso la maturità – Confronto sulla riforma dell’esame di stato", promosso dal Sottosegretario Paola Frassinetti e dal Dipartimento Istruzione di Fratelli d’Italia, è emersa con chiarezza la linea politica che guiderà il cambiamento. La senatrice Ella Bucalo, figura chiave della Commissione Cultura e Istruzione del Senato, ha esposto non solo i dettagli tecnici, ma soprattutto la filosofia alla base della Riforma della Maturità.
L'intervento della senatrice ha evidenziato una netta presa di distanza da un modello didattico percepito come obsoleto. L'intento del legislatore è quello di archiviare la visione puramente nozionistica dell'istruzione per abbracciare un approccio che rimetta al centro lo studente come individuo. Secondo quanto emerso dal confronto con gli esperti del Ministero dell'Istruzione, la scuola non può limitarsi a essere un mero trasmettitore di contenuti asettici; deve evolversi in un ambiente che favorisca la crescita verso l'età adulta, formando cittadini dotati di consapevolezza critica.
Le novità tecniche: colloquio orale e commissioni miste
Scendendo nei dettagli operativi che impatteranno su migliaia di studenti, il nuovo impianto normativo sancisce il ritorno ufficiale alla denominazione Esame di Maturità. Questa scelta lessicale non è formale, ma sostanziale: l'obiettivo è verificare l'effettivo grado di maturazione, autonomia e responsabilità raggiunto al termine del ciclo di studi. Tra le modifiche più rilevanti spicca la ristrutturazione della prova orale. Il colloquio verterà su quattro discipline specifiche, che saranno individuate annualmente dal Ministro entro il termine perentorio del 31 gennaio.
Anche la composizione dell'organo giudicante subisce una trasformazione significativa per garantire maggiore equilibrio. Le commissioni d'esame saranno ridotte a cinque membri totali, abbandonando il vecchio assetto a sette. La nuova formazione prevede un Presidente esterno affiancato da due commissari esterni e due interni, una struttura pensata per bilanciare la conoscenza pregressa del candidato con l'imparzialità di giudizio. Un ulteriore elemento di discontinuità rispetto al passato recente è l'eliminazione del documento scelto dalla commissione come spunto di avvio; resta invece confermato l'obbligo di sostenere tutte le prove per il conseguimento del diploma.
Oltre le nozioni: la scuola come palestra di vita
La viceresponsabile del Dipartimento Istruzione di Fratelli d’Italia ha posto l'accento sulla necessità di un sistema che sappia "educare" oltre che istruire. Nel disegno della riforma, l'acquisizione delle conoscenze tecniche deve viaggiare su un binario parallelo a quello della responsabilità individuale e collettiva. La conoscenza, se priva di responsabilità etica, viene considerata un sapere incompleto e insufficiente per le sfide della società contemporanea.
In quest'ottica, il nuovo esame manterrà spazi dedicati all'Educazione Civica e ai Percorsi per le Competenze Trasversali e per l'Orientamento (PCTO, ex alternanza scuola-lavoro). Questi elementi sono ritenuti indispensabili per valutare la capacità dello studente di interagire con il mondo reale e di applicare quanto appreso in contesti non strettamente accademici, realizzando quella "scuola che accompagna e valorizza" auspicata durante i lavori del convegno romano.