Emergenza meningite nel Kent: quali sono per Matteo Bassetti i rischi del focolaio
L'epidemia di meningite nel Regno Unito colpisce i giovani non vaccinati. Ecco cosa sta succedendo e le opinioni degli esperti.
La recente diffusione di un focolaio di meningite nell'area del Kent ha generato un'allerta sanitaria internazionale. Gli esperti sottolineano l'importanza della vaccinazione per prevenire forme batteriche aggressive che possono colpire rapidamente le comunità scolastiche e universitarie, dove il contatto stretto facilita la trasmissione del patogeno.
Analisi del focolaio di meningite nel Regno Unito
La contea del Kent, in particolare l'area di Canterbury, è attualmente l'epicentro di un'epidemia di meningite meningococcica di ceppo B (MenB). Il bilancio attuale riporta il decesso di due giovani e circa venti casi tra accertati e sospetti. La rapidità con cui il batterio si sta diffondendo ha spinto le autorità a sottoporre oltre 30.000 persone a profilassi antibiotica.
Il professor Matteo Bassetti ha definito questa situazione come uno dei focolai più violenti osservati negli ultimi anni. La virulenza del ceppo ha già portato alla chiusura precauzionale di diverse strutture scolastiche e accademici per arginare il contagio.
Come riconoscere i sintomi e agire tempestivamente
La meningite è una patologia infettiva che causa l'infiammazione delle membrane protettive del cervello e del midollo spinale. Se non identificata con rapidità, può evolvere in sepsi e risultare fatale.
L'epidemiologo Pier Luigi Lopalco chiarisce che i segnali iniziali possono essere ingannevoli, poiché simili a una comune influenza. Tuttavia, esistono indicatori specifici a cui prestare massima attenzione:
Febbre alta improvvisa e brividi.
Rigidità nucale e forte mal di testa.
Nausea, vomito e senso di spossatezza estrema.
Dolori muscolari diffusi.
Il ruolo della vaccinazione nella prevenzione
Una delle cause principali della vulnerabilità riscontrata nel Kent risiede nel calendario vaccinale. Sebbene la vaccinazione contro il meningococco B sia di routine nel Regno Unito dal 2015, essa è stata inizialmente rivolta solo ai neonati. Di conseguenza, la fascia d'età tra i 18 e i 24 anni risulta attualmente scoperta, a meno di interventi privati.
Il professor Bassetti ha evidenziato come questa emergenza debba riportare l'attenzione sull'importanza dei vaccini pediatrici, criticando duramente le posizioni antiscientifiche che hanno rallentato le campagne di prevenzione negli ultimi anni.
La situazione della meningite in Italia
Nel nostro Paese, l'incidenza della malattia rimane contenuta, attestandosi su circa 0,20 casi ogni 100.000 abitanti. Nonostante un lieve incremento dei casi registrati tra il 2022 e il 2024, non sussiste un rischio immediato legato al focolaio inglese.
Il sistema sanitario italiano offre la vaccinazione gratuita per i bambini e prevede richiami specifici per gli adolescenti, garantendo una copertura efficace contro i ceppi più pericolosi. Poiché il contagio richiede un contatto prolungato e ravvicinato, la sorveglianza attiva rimane lo strumento principale di controllo.