Esami di Maturità: la formazione dei docenti è prioritaria per le nomine 2027

I percorsi di aggiornamento per i commissari restano facoltativi ma la Legge 164/2025 introduce vantaggi futuri per chi partecipa agli Esami di Maturità.

19 febbraio 2026 08:30
Esami di Maturità: la formazione dei docenti è prioritaria per le nomine 2027 - Commissione Esami orali
Commissione Esami orali
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L’assetto degli Esami di Maturità si rinnova profondamente. In attesa dell'Ordinanza ministeriale, emerge il nodo della formazione insegnanti: facoltativa nell'immediato per assenza di compensi, ma decisiva come titolo preferenziale per la nomina nelle commissioni a partire dal 2027.

Le novità strutturali e il ruolo del Ministero dell'Istruzione

Il mondo della scuola vive una fase di transizione cruciale riguardo alla prova conclusiva del secondo ciclo di istruzione. Non si tratta di un semplice restyling burocratico, ma di una modifica sostanziale che investe la denominazione stessa, gli obiettivi pedagogici e l'architettura del Colloquio. In questo scenario fluido, l'attenzione del corpo docente è focalizzata sull'emanazione dell'annuale Ordinanza ministeriale, attesa generalmente per il mese di marzo, atto fondamentale per disciplinare la composizione delle commissioni d'esame.

Il Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM) sta predisponendo specifici moduli formativi destinati al personale scolastico. Sebbene simili iniziative siano state attuate in passato, l'edizione corrente assume una valenza strategica inedita. Durante il convegno "Verso la nuova Maturità", tenutosi il 12 febbraio su iniziativa di Fratelli d'Italia, Flaminia Giorda, Coordinatrice Nazionale della Segreteria Tecnica del Corpo Ispettivo, ha chiarito la natura di questi interventi, suggerendo ai docenti di cogliere l'opportunità formativa per adeguarsi ai nuovi standard valutativi.

Formazione per gli Esami di Maturità: tra volontarietà e strategia

Un punto dirimente riguarda l'obbligatorietà del percorso. Stante l'attuale quadro contrattuale, la formazione non prevede retribuzione aggiuntiva e, di conseguenza, non può essere imposta ai docenti. Tuttavia, la scelta di non partecipare potrebbe rivelarsi mioper per chi aspira a ricoprire il ruolo di commissario in futuro.

Il quadro normativo è stato infatti aggiornato dal DL 127/2025, convertito nella Legge 30 ottobre 2025, n. 164. Il testo legislativo introduce un meccanismo premiante differito nel tempo. Nello specifico, il comma 8 stabilisce che, a decorrere dall’anno scolastico 2026/2027, la partecipazione alla formazione specifica (citata al comma 7) costituirà titolo preferenziale per la nomina a componente delle commissioni. Ne consegue che, sebbene l'adesione oggi sia tecnicamente libera, essa genera un credito professionale spendibile nelle future graduatorie per le nomine.

Prospettive per i commissari e rotazione delle materie

La strategia del Ministero appare chiara: incentivare l'aggiornamento professionale legandolo alla continuità dell'incarico nelle commissioni d'esame. I percorsi formativi di quest'anno sono indirizzati primariamente ai docenti nominati per la sessione corrente degli Esami di Maturità, ma la platea potrebbe estendersi a tutti gli interessati.

È fondamentale sottolineare una dinamica spesso trascurata: la priorità acquisita tramite la formazione odierna tornerà utile tra due anni, indipendentemente dalla rotazione delle discipline. Anche se le materie affidate ai commissari esterni cambieranno, il titolo preferenziale acquisito rimarrà valido, garantendo un vantaggio competitivo ai docenti formati rispetto ai colleghi che avranno declinato l'invito all'aggiornamento.

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