Ferie ATA con settimana corta: perché il sabato rientra nel calcolo dei giorni

Il calcolo delle ferie ATA considera anche il sabato come giorno lavorativo: ecco cosa cambia con la settimana corta dal lunedì al venerdì.

26 giugno 2026 20:00
Ferie ATA con settimana corta: perché il sabato rientra nel calcolo dei giorni - Ferie del personale scolastico
Ferie del personale scolastico
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Quando una scuola lavora su cinque giorni, il calcolo delle ferie ATA segue regole precise. Il punto di riferimento è l'articolo 13 del CCNL Scuola 2007, sul quale l'Aran ha fornito chiarimenti puntuali. Anche con orario ridotto, il sabato resta un giorno da conteggiare. Capire questo meccanismo aiuta il personale a sapere quanti giorni di riposo spettano davvero ogni anno.

Come funziona il calcolo delle ferie ATA

Il computo delle ferie ATA non parte dai soli cinque giorni in cui la scuola resta aperta. Il CCNL Scuola indica un criterio diverso, basato sulla settimana lavorativa piena di sei giorni. Per questo, anche quando il Piano dell'Offerta Formativa prevede attività dal lunedì al venerdì, il calcolo tiene conto pure del sabato. Ogni giorno di ferie effettivamente goduto viene moltiplicato per 1,2. In questo modo il sistema riequilibra il numero dei giorni e garantisce a tutti lo stesso trattamento, a prescindere dall'orario adottato dal singolo istituto.

Il ruolo del sabato nella settimana corta

Con la settimana corta la scuola concentra l'attività in cinque giorni, ma il sesto giorno non sparisce dal conteggio. Il sabato viene considerato comunque lavorativo ai fini delle ferie. La ragione è semplice: il contratto fissa il diritto sulla base di una settimana di sei giorni. Se così non fosse, chi lavora dal lunedì al venerdì risulterebbe penalizzato. Il moltiplicatore 1,2 serve proprio a colmare questa differenza e a rendere equo il calcolo tra istituti con orari diversi. Il personale, in pratica, non perde alcun giorno di riposo.

Giorni di ferie in base all'anzianità di servizio

Il numero di giorni spettanti cambia secondo gli anni di servizio. Chi ha meno esperienza matura un monte ferie inferiore rispetto a chi lavora da più tempo nella scuola. Ecco come si distribuiscono i giorni:

Questa distinzione vale per il personale ATA a tempo indeterminato e premia l'anzianità accumulata nel corso della carriera lavorativa.

Personale a tempo determinato e ferie proporzionali

La situazione cambia per chi ha un contratto a tempo determinato. In questo caso il diritto alle ferie non è fisso, ma viene calcolato in proporzione al periodo di servizio prestato nell'anno scolastico. Più lungo è il contratto, maggiore è il numero di giorni maturati. Il criterio resta quello stabilito dal contratto collettivo, che assicura un trattamento coerente con la durata effettiva del rapporto. Anche per i supplenti, quindi, le ferie seguono regole chiare e proporzionate al servizio svolto.

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