Foggia, aggressione docente in aula: Sasso invoca la legge sulle nuove pene

Padre colpisce insegnante davanti agli alunni dopo un rimprovero alla figlia. Il deputato Rossano Sasso chiede tolleranza zero per l'aggressione docente.

17 febbraio 2026 08:15
Foggia, aggressione docente in aula: Sasso invoca la legge sulle nuove pene - Rossano Sasso
Rossano Sasso
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Un grave episodio di violenza scuote l'istruzione pugliese. A Foggia, un padre ha schiaffeggiato un professore in classe. Il deputato Sasso interviene duramente sull'aggressione docente, invocando l'applicazione immediata della legge n. 25/2024 che inasprisce le sanzioni penali.

Dinamica dell'aggressione docente: dal rimprovero al blitz in aula

Quanto accaduto il 14 febbraio all'interno di un istituto tecnico di Foggia rappresenta l'ennesima frattura nel patto educativo tra scuola e famiglia. La cronaca restituisce una sequenza di eventi allarmante per la sua rapidità e per la sproporzione tra causa ed effetto. Tutto ha avuto origine da un richiamo disciplinare ordinario: l'insegnante di lingua straniera aveva ripreso una studentessa quattordicenne, rea di aver mantenuto una postura scorretta, con i piedi poggiati su una sedia, durante la lezione. La reazione della giovane non si è limitata al disappunto, ma si è tradotta in una telefonata immediata al genitore.

Eludendo i controlli all'ingresso — approfittando verosimilmente del varco aperto per un altro genitore — il padre ha fatto irruzione nell'edificio scolastico. L'uomo ha raggiunto l'aula e, dopo un brevissimo alterco verbale, ha colpito il professore con un violento schiaffo al volto, sotto gli occhi increduli della classe. Nonostante la presenza di tre collaboratori scolastici nei corridoi, l'azione è stata definita "fulminea" dal Dirigente Scolastico, rendendo impossibile un intervento preventivo. Sul posto sono giunti tempestivamente i Carabinieri del comando provinciale e i sanitari del 118, che hanno trasportato la vittima al Policlinico Riuniti di Foggia, dove è stata riscontrata una prognosi di sette giorni.

La risposta politica: applicazione della Legge Sasso contro le violenze

Sull'episodio si è espresso con fermezza l'onorevole Rossano Sasso, capogruppo di Futuro Nazionale in Commissione Cultura, invocando l'utilizzo degli strumenti legislativi recentemente introdotti. Il deputato ha richiamato l'attenzione sulla necessità di applicare la legge n. 25 del marzo 2024, provvedimento nato proprio per arginare il fenomeno dell'aggressione docente e tutelare il personale scolastico nell'esercizio delle proprie funzioni.

"Chi tocca un docente tocca lo Stato", ha ribadito Sasso, auspicando che la magistratura agisca con celerità. La normativa vigente non lascia spazio a interpretazioni ambigue: introdotta per fungere da deterrente, la legge prevede un sensibile inasprimento delle pene detentive. Nello specifico, per il reato di lesioni personali a danno di un pubblico ufficiale scolastico, la reclusione può ora arrivare fino a sette anni e mezzo, mentre per l'oltraggio la pena massima è stata elevata a quattro anni e mezzo. L'obiettivo dichiarato è ripristinare l'autorevolezza della figura dell'insegnante, equiparando l'attacco al docente a un attacco diretto alle istituzioni democratiche.

Conseguenze penali e tutela del personale scolastico

L'episodio di Foggia non rimarrà un fatto isolato nelle aule di tribunale. L'aggressore, allontanatosi subito dopo il gesto, è ora al centro degli accertamenti delle autorità competenti. Oltre alle conseguenze penali dirette derivanti dall'aggressione docente, il caso riaccende i riflettori sulla sicurezza negli istituti. La riforma legislativa citata da Sasso non si limita infatti al solo aspetto punitivo, ma istituisce l'Osservatorio nazionale sulla sicurezza e la Giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti del personale scolastico.

Queste misure mirano a creare una barriera culturale e giuridica a protezione non solo dei docenti, ma di tutto il personale ATA e dirigenziale. La violazione fisica dello spazio scolastico da parte di un genitore segna un punto di non ritorno che la nuova legge intende sanzionare con il "pugno duro", trasformando questo caso di cronaca in un potenziale banco di prova per la tenuta delle nuove norme a tutela della scuola pubblica italiana.

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