Fracassi contro Valditara: "La circolare blocca la commemorazione della strage di Cutro", la FLC CGIL protesta

Negato l'auditorium per ricordare le vittime del naufragio: la motivazione del contraddittorio scatena la reazione di Fracassi contro le direttive ministeriali.

14 febbraio 2026 18:45
Fracassi contro Valditara: "La circolare blocca la commemorazione della strage di Cutro", la FLC CGIL protesta - Commemorazione strage di Cutro
Commemorazione strage di Cutro
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Si accende lo scontro sulla mancata commemorazione strage di Cutro in un istituto calabrese. La FLC CGIL denuncia il rifiuto dell'auditorium, definendo la richiesta di contraddittorio un pretesto morale inaccettabile figlio del clima instaurato dalle circolari di Valditara.

Il caso del diniego alla commemorazione strage di Cutro

Una decisione amministrativa ha sollevato un polverone mediatico e sindacale in Calabria, con ripercussioni a livello nazionale. Al centro della controversia vi è il rifiuto, da parte di un dirigente scolastico, di concedere l'utilizzo dell'auditorium per un evento dedicato al ricordo della tragedia di Steccato di Cutro. L'iniziativa, promossa dalla FLC e dalla CGIL Calabria, mirava a coinvolgere la comunità studentesca in un percorso di riflessione sui temi dell'accoglienza e dei diritti umani.

Secondo quanto riferito da Gianna Fracassi, segretaria generale della Federazione Lavoratori della Conoscenza, la dirigenza scolastica avrebbe motivato il diniego appellandosi alla necessità di garantire un "contraddittorio". Una giustificazione che il sindacato respinge con fermezza, leggendovi non una tutela del pluralismo, ma una preoccupante deriva etica. L'evento, infatti, non aveva connotazioni partitiche, ma l'obiettivo pedagogico di onorare la memoria delle 94 vittime accertate, tra cui figurano ben 34 bambini, periti nel tragico naufragio avvenuto sulle coste ioniche.

La replica sindacale: impossibile un contraddittorio sulla morte

La reazione del sindacato è stata immediata e durissima. Fracassi pone l'accento sull'assurdità logica e morale della richiesta avanzata dall'istituto. In un contesto educativo, dove la missione primaria è formare cittadini consapevoli, equiparare il ricordo di una strage a un dibattito politico appare come una distorsione della realtà. "Di fronte alla morte, quale contraddittorio si pretende?", si domanda retoricamente la leader sindacale, evidenziando il paradosso di dover ipoteticamente dare voce a scafisti o seminatori d'odio per bilanciare la narrazione del lutto.

Questa interpretazione burocratica rischia, secondo la CGIL, di trasformare la scuola da luogo di educazione alla cittadinanza a ostaggio della paura. Il timore di affrontare temi di attualità sensibili sta portando a forme di autocensura preventiva che negano agli studenti momenti fondamentali di crescita civile e umana, calpestando i valori della solidarietà che dovrebbero essere i pilastri dell'istruzione pubblica.

Il ruolo della circolare Valditara e i rischi per l'autonomia scolastica

L'episodio non viene trattato come un caso isolato, ma viene inserito in un quadro più ampio di tensione tra istituzioni scolastiche e governo centrale. Gianna Fracassi punta il dito direttamente contro il Ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, e le recenti direttive emanate dal dicastero. Secondo l'analisi sindacale, è proprio il clima generato dalla circolare ministeriale a fornire un alibi per simili decisioni, incoraggiando letture difensive dell'autonomia scolastica.

Il provvedimento ministeriale, pur non imponendo divieti espliciti, viene percepito e utilizzato come uno "scudo" dai dirigenti per evitare di assumersi responsabilità educative su temi scomodi. La richiesta della FLC è perentoria: il ritiro immediato della circolare, considerata lesiva e causa di una rottura nel rapporto tra scuola, democrazia e umanità. Senza un cambio di rotta, avverte il sindacato, si rischia di consolidare una "prudenza amministrativa" che svilisce la memoria delle vittime e il ruolo sociale della scuola italiana.

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