Garante Privacy: Guido Scorza si dimette dopo l'inchiesta della Procura di Roma
L'avvocato lascia il Collegio travolto dalle indagini per corruzione e peculato: una decisione sofferta per tutelare l'autorevolezza dell'istituzione
Guido Scorza ha ufficializzato le sue dimissioni dal Garante Privacy. Coinvolto nell'inchiesta della Procura di Roma per peculato e corruzione, il giurista lascia l'incarico per preservare l'immagine dell'Autorità, pur ribadendo con fermezza la propria totale estraneità alle contestazioni mosse dai magistrati inquirenti.
La frattura nel Collegio e la lettera di addio
Si sgretola la linea difensiva unitaria che aveva caratterizzato finora il vertice dell'Autorità. Con una mossa inattesa, Guido Scorza ha rotto il fronte compatto del Collegio, decidendo di rassegnare le dimissioni attraverso una lunga e articolata lettera affidata ai social network. Nel suo messaggio, il giurista definisce questa risoluzione come una «scelta dolorosa ma necessaria», maturata non solo per le pressioni esterne, ma anche per il pesante tributo emotivo pagato dalla sua famiglia, a cui rivolge un sentito ringraziamento per la vicinanza dimostrata.
Il cuore della motivazione risiede nella tutela dell'istituzione stessa: secondo l'ormai ex componente, il Paese necessita di un Garante della Privacy che goda di un'autorevolezza non soltanto sostanziale, ma anche percepita dall'opinione pubblica. Rimanere al proprio posto, sebbene descritta come l'opzione più comoda, sarebbe risultata incompatibile con la sua etica professionale e con la necessità di non compromettere il funzionamento di un organo essenziale per la democrazia.
Le indagini della Procura di Roma e il caso ITA Airways
La posizione di Scorza si era aggravata nelle ultime ore in seguito all'accelerazione dell'attività investigativa. La Procura di Roma ha infatti iscritto il suo nome nel registro degli indagati ipotizzando reati gravi che vanno dal peculato alla corruzione. L'attenzione degli inquirenti, che nei giorni scorsi hanno effettuato perquisizioni presso la sede dell'Autorità, si concentra su diversi aspetti critici:
Rimborsi spese: verifiche sulla legittimità di alcune note spese presentate.
Conflitti di interessi: in particolare, si indaga sulla mancata sanzione nei confronti di ITA Airways. La compagnia aerea, secondo l'accusa, era cliente del precedente studio legale di Scorza, sollevando dubbi sull'imparzialità del giudizio.
Questa tempesta giudiziaria segue di tre mesi l'inchiesta giornalistica trasmessa da Report, che per prima aveva sollevato il velo su presunte interferenze politiche e ombre nella gestione dell'ente, innescando un dibattito che aveva portato anche il centrosinistra a chiedere un passo indietro ai vertici dell'istituzione.
La difesa di Scorza e l'attacco al sistema mediatico
Nonostante l'addio, Guido Scorza non arretra sulla sostanza delle accuse, dichiarandosi certo di poter dimostrare la propria innocenza rispetto a ogni addebito. Nel suo commiato, evita accuratamente di attaccare la magistratura o il giornalismo d'inchiesta, definendo anzi "preziose" sia le indagini dei pm che quelle dei reporter. Tuttavia, la sua analisi si sposta su una critica sistemica più ampia e profonda.
L'ex componente del Garante punta il dito contro un ecosistema informativo e politico che, a suo dire, processa le persone prima delle sentenze. La responsabilità di questa situazione, afferma Scorza, ricade su una "parte dei media" dedita al sensazionalismo per mere visualizzazioni, sugli algoritmi dei social network che premiano la radicalizzazione a discapito della riflessione, e su quella politica con la "p minuscola" che cerca visibilità immediata piuttosto che soluzioni. Una fragilità democratica, conclude, che trascende la sua vicenda personale ma su cui l'Italia dovrebbe interrogarsi con urgenza.