Giovani Neet in Italia: il Paese è quarto in Europa con il 13,3% di inattivi

In Italia i giovani Neet sono il 13,3%: il Paese è quarto in Europa, con il disagio più forte nelle grandi città.

08 luglio 2026 11:00
Giovani Neet in Italia: il Paese è quarto in Europa con il 13,3% di inattivi - Neet
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In Italia il numero di giovani Neet continua a preoccupare. Secondo una rilevazione di Openpolis basata sui dati Istat, il 13,3% dei ragazzi tra i 15 e i 29 anni non studia e non lavora. È un valore che colloca il Paese al quarto posto in Europa, dietro solo a Romania (19,2%), Bulgaria (13,8%) e Grecia (13,6%).

L'anomalia urbana dei giovani Neet

Nel resto d'Europa l'inattività giovanile pesa soprattutto nelle zone rurali. In Italia accade il contrario. Il disagio si concentra nelle grandi città, dove i giovani Neet arrivano al 14,2%. A tutto questo si lega la povertà educativa. Chi lascia la scuola presto raramente recupera il terreno perduto: solo il 47,2% di chi abbandona i banchi trova poi un impiego. La dispersione scolastica, così, diventa spesso una condanna che si trascina per anni e limita ogni possibilità di riscatto.

Le disuguaglianze del Nord e del Centro

Come nota il rapporto, «per grandi città come quelle metropolitane il dato medio non necessariamente è omogeneo sull'intero territorio comunale». Le medie nascondono squilibri enormi. A Milano la media è del 20,4%: si va dal 19,6% di Pagano al 32,1% di Parco Monluè-Ponte Lambro. A Torino il 19,9% unisce la Crocetta (13,5%) e Borgata Montebianco (30,6%). Bologna ha l'incidenza più bassa tra le metropoli, il 17,3%, ma passa dal 5,6% di Scandellara al 47,2% dell'Ex Mercato Ortofrutticolo. Anche a Firenze (17,7%) il cuore turistico soffre, con S. Spirito al 28,5%.

Da Roma al Mezzogiorno

Scendendo verso sud il quadro peggiora. Roma mostra una media del 20,8%, con il Nomentano al 16,4% e la Magliana che sale al 38,7%. A Napoli l'incidenza tocca il 29,7%: si passa dal 21,5% di Chiaia al 37,1% di San Giovanni a Teduccio. Bari segna il 22,1%, dal 17,1% di Picone al 32,2% della zona di San Nicola. In Calabria Reggio Calabria raggiunge il 23,2%, con il centro storico al 19,8% e aree esterne come Catona che salgono al 25,6%. Anche al Sud il divario tra centro e periferia resta molto profondo.

I record negativi delle isole

Il dato più allarmante arriva dalle isole. Catania apre la classifica negativa con il 35,4%: nel 1° Municipio quasi la metà dei ragazzi è fuori da studio e lavoro (45,8%). Palermo segue con il 32,4%, e nella zona di Palazzo Reale-Monte di Pietà si arriva a un impressionante 52,2%. Messina si ferma al 28,1%, oscillando tra il 24,7% e il 32,8% delle sue circoscrizioni. Cagliari chiude al 21,8%, dal virtuoso 12,4% de La Palma al 34,5% del quartiere Cep.

Lo studio

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