Graduatorie docenti: la proposta di Pittoni (Lega) per restituire dignità ai precari

Mario Pittoni illustra la strategia per le graduatorie docenti e il confronto con l'Ue sul reclutamento e la stabilizzazione dei precari.

A cura di Redazione Redazione
17 luglio 2026 20:00
Graduatorie docenti: la proposta di Pittoni (Lega) per restituire dignità ai precari - Mario Pittoni insieme ai docenti precari
Mario Pittoni insieme ai docenti precari
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Il dibattito sul reclutamento scolastico si accende con le nuove proposte per le graduatorie docenti. L'obiettivo della Lega è dare stabilità ai precari storici, ridisegnando il sistema di accesso al ruolo strutturale d'intesa con Bruxelles per garantire dignità al personale.

Scuola - Pittoni (Lega), ridare dignità a tutte le graduatorie docenti

«Nel mondo della scuola l'attenzione è in questo momento concentrata sul confronto con Bruxelles per il doppio canale di reclutamento dei docenti, in particolare sulla richiesta da noi formulata di convertire le GPS in GPSR (Graduatorie provinciali per le supplenze e il ruolo), che ridarebbero dignità anche ai precari cosiddetti "storici" consentendo strutturalmente pure a loro l'accesso diretto al ruolo sia sul sostegno che per posto comune in base al punteggio». Lo scrive sulla sua pagina Facebook il responsabile del Dipartimento Istruzione della Lega Mario Pittoni, già presidente della commissione Cultura al Senato, che aggiunge: «Non sono comunque di poco conto gli obiettivi intermedi già raggiunti. L'intesa dell'Ue col Governo precedente, per esempio, neanche prevedeva la figura dell'insegnante precario "idoneo", bensì concorsi annuali senza graduatorie di merito e, se non vincitori, ripartenza da capo col concorso successivo. Per l'Europa quindi i precari, oltre a lavorare e occuparsi della famiglia, avrebbero dovuto passare ogni anno 4-5 mesi a prepararsi per il concorso finché non fossero rientrati fra i vincitori. Ci sono voluti quasi tre anni per convincere la Commissione europea a correggere il tiro e restituire le graduatorie di merito, ma alla fine ce l'abbiamo fatta. Adesso i primi tre anni gli idonei Pnrr concorrono al 30% dei posti a bando (non esiste una percentuale degli idonei, hanno acquisito tutti il diritto di puntare al ruolo); da quest'anno possono entrare pure negli elenchi regionali, aggiornando ogni 12 mesi la scelta fino all'assunzione a tempo indeterminato senza ulteriori prove concorsuali. A tali elenchi accedono tutti gli idonei dei concorsi dal 2020 in poi, cancellati dagli accordi di chi c'era prima con Bruxelles. Ma come ho più volte sottolineato, la cosa davvero importante è che si va ad attivare un meccanismo che in prima battuta non può garantire un elevato numero di assunzioni intervenendo solo nella distribuzione dei posti al momento disponibili; mentre in seconda battuta, superati i concorsi Pnrr, contiamo si riproducano le condizioni del 2023 quando, non disponendo ancora dei vincitori del Pnrr1, furono assunti oltre 22mila idonei dell'ordinario 2020, ora diventati 30mila con molte graduatorie già esaurite. Non a caso, con l'ultima Manovra il Governo si è impegnato a valutare la sospensione o la limitazione dell’indizione di nuovi concorsi per profili professionali già presenti in graduatorie vigenti, privilegiandone - conclude Pittoni - lo scorrimento».

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