Graduatorie e docente di sostegno: ANIEF contesta la conferma su richiesta delle famiglie

Nuove contestazioni al TAR Lazio sulla conferma del docente di sostegno tramite richiesta delle famiglie e deroga alle graduatorie.

15 aprile 2026 09:00
Graduatorie e docente di sostegno: ANIEF contesta la conferma su richiesta delle famiglie - Marcello Pacifico, Presidente Anief
Marcello Pacifico, Presidente Anief
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L'organizzazione sindacale ANIEF ha presentato un secondo pacchetto di motivi aggiunti dinanzi al TAR Lazio per contestare l'ordinanza ministeriale sul docente di sostegno. La procedura in esame mette in discussione la continuità didattica imposta per via amministrativa, ritenuta lesiva dei diritti dei lavoratori inseriti nelle graduatorie provinciali per le supplenze (GPS).

Il meccanismo della conferma del docente di sostegno

Al centro del ricorso vi è l'articolo 13 dell'Ordinanza ministeriale n. 27 del 16 febbraio 2026. Tale norma introduce la possibilità di confermare un insegnante precario sullo stesso posto dell'anno precedente qualora la famiglia dell'alunno ne faccia esplicita richiesta.

Secondo l'ANIEF, questa modalità altera i criteri ordinari di assegnazione degli incarichi. Sebbene il valore della continuità didattica sia un principio pedagogico condiviso, l'attuale impianto normativo permetterebbe una priorità che scavalca la posizione di merito occupata dai docenti nelle graduatorie. Quella che doveva essere una misura eccezionale sta assumendo, nella visione sindacale, una natura strutturale all'interno del sistema di reclutamento biennale.

I dubbi sulla legittimità costituzionale del provvedimento

Il sindacato solleva dubbi circa la compatibilità della norma con gli articoli 3, 51 e 97 della Costituzione italiana. Tali articoli garantiscono l'imparzialità della Pubblica Amministrazione e l'accesso agli impieghi pubblici tramite criteri meritocratici e trasparenti.

L'utilizzo delle graduatorie, basate su titoli e servizi maturati, è considerato lo strumento principe per valutare il merito. L'introduzione di canali alternativi basati sulla scelta discrezionale delle famiglie rischierebbe di creare un sistema di reclutamento parallelo, riducendo la trasparenza amministrativa e la certezza del diritto per migliaia di lavoratori.

Il ruolo del GLO e la gestione del precariato

Un altro punto critico riguarda il Gruppo di Lavoro Operativo per l’Inclusione (GLO). La normativa vigente affida a questo organo tecnico la definizione del percorso educativo dell'alunno. Tuttavia, l'ordinanza ministeriale sembrerebbe relegare il GLO a una funzione puramente consultiva, lasciando l'iniziativa alle famiglie e la decisione finale ai dirigenti scolastici.

Inoltre, il ricorso evidenzia come la discontinuità didattica sia un problema strutturale derivante dallo squilibrio tra organico di diritto e posti in deroga.

  • Crescita degli alunni: Il numero di studenti con disabilità è in costante aumento.

  • Carenza di posti stabili: Non corrisponde un adeguato incremento delle immissioni in ruolo.

  • Precariato: La conferma annuale dei supplenti non risolve la carenza di docenti specializzati ma stabilizza una situazione di precarietà.

Qualità dell'inclusione e dati europei

ANIEF sottolinea come il meccanismo ministeriale rischi di favorire la conferma di personale non specializzato anche in presenza di docenti qualificati disponibili in graduatoria. Questo aspetto inciderebbe direttamente sulla qualità del servizio offerto agli studenti.

Anche il Comitato Europeo dei Diritti Sociali ha espresso preoccupazione per il quadro italiano, rilevando un aumento eccessivo dei contratti a tempo determinato nel settore del sostegno. Questa condizione di instabilità compromette sia i diritti dei lavoratori sia l'effettività del diritto all'istruzione per gli alunni più fragili.

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