Graduatorie Provinciali Supplenze: pioggia di ricorsi sul punteggio del servizio militare

Contestata l'ordinanza sulle Graduatorie Provinciali Supplenze per il calcolo dei punteggi relativi al servizio militare e civile.

01 maggio 2026 12:00
Graduatorie Provinciali Supplenze: pioggia di ricorsi sul punteggio del servizio militare -
Condividi

L'ordinanza ministeriale per le Graduatorie Provinciali Supplenze 2026-2028 scatena polemiche. Il nodo riguarda il punteggio per il servizio militare e civile. Molti docenti rischiano di perdere posizioni preziose. Presentati i primi ricorsi legali per garantire equità nei punteggi e tutelare i diritti dei lavoratori.

Il nodo del servizio militare nelle Graduatorie Provinciali Supplenze

L'aggiornamento delle graduatorie per il prossimo biennio ha sollevato un polverone giuridico. Al centro della disputa c’è la valutazione del servizio militare e civile. Secondo le nuove regole, tali titoli valgono solo se svolti durante un incarico scolastico già attivo. Questa condizione, definita tecnicamente costanza di nomina, esclude migliaia di candidati che hanno servito lo Stato prima di iniziare la carriera docente. Il sindacato Direzione Scuola definisce tale norma palesemente illegittima, evidenziando una grave disparità di trattamento tra i precari della scuola.

Impatto economico e decisioni del tribunale amministrativo

Le conseguenze di questo criterio non sono solo amministrative ma pesantemente economiche. Chi viene penalizzato rischia di perdere fino a dodici punti, fondamentali per ottenere incarichi annuali. Ciò si traduce in una possibile perdita di stipendio molto significativa, stimata oltre i ventimila euro annui. Il legale Alessandro Lipera sottolinea che esistono già precedenti favorevoli consolidati presso il Consiglio di Stato. Nonostante le sentenze passate abbiano già bocciato simili restrizioni, il Ministero ha mantenuto la linea dura, costringendo i docenti alla via giudiziaria urgente.

Obiettivi dell'azione legale e tempi del ricorso

L'impugnazione mira all'annullamento delle clausole e al riconoscimento pieno dei titoli per una rettifica immediata delle liste. La battaglia legale vuole ripristinare equità e trasparenza nelle procedure di reclutamento pubblico. Al momento si attende la fissazione dell'udienza al Tar, prevista con ogni probabilità per settembre. Nel frattempo, i lavoratori interessati possono ancora aderire alle iniziative di tutela collettiva. Resta fondamentale proteggere la stabilità lavorativa futura garantendo un accesso paritario all'insegnamento per tutto il personale coinvolto nei bandi.

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail