Guida al Decreto Sicurezza 2026: novità per le scuole, contributo dell'Avv. Gianfranco Nunziata
Tutte le misure del Decreto Sicurezza n. 23/2026 per la protezione dei docenti, del personale ATA e il contrasto al bullismo.
Il nuovo Decreto Sicurezza n. 23/2026 introduce norme rigorose per proteggere il mondo scolastico. Questa riforma mira a garantire un ambiente sicuro, inasprendo le pene per chi aggredisce il personale e promuovendo la cultura della legalità tra i più giovani.
Guida al Decreto Sicurezza n. 23/2026: tutto quello che le scuole devono sapere
Il Decreto Sicurezza, identificato principalmente come il Decreto-Legge 24 febbraio 2026, n. 23, introduce un insieme organico di misure volte a rafforzare la sicurezza nel comparto scolastico, con un’attenzione particolare alla tutela del personale e alla prevenzione della criminalità giovanile.
I. Tutela Rafforzata del Personale Scolastico
Il nucleo centrale delle nuove disposizioni riguarda l’innalzamento del livello di protezione giuridica per tutto il personale che opera nelle istituzioni scolastiche.
1. Modifiche al Codice Penale: Estensione delle Tutele per Lesioni Personali
L’articolo 11 del decreto interviene in modo significativo sull’articolo 583-quater del Codice Penale, che disciplina le lesioni personali aggravate commesse ai danni di specifiche categorie professionali. La modifica estende l’applicazione di questa norma, originariamente prevista per altre figure come gli agenti di polizia, a una platea più ampia di personale scolastico.
La tutela è ora esplicitamente prevista per:
Dirigenti scolastici;
Personale docente;
Personale educativo;
Personale amministrativo, tecnico e ausiliario (ATA) della scuola.
Le aggressioni commesse contro tale personale, nell’esercizio o a causa delle loro funzioni, comportano l’applicazione di pene aggravate:
Reclusione da 2 a 5 anni per lesioni semplici.
Reclusione da 4 a 10 anni per lesioni gravi.
Reclusione da 8 a 16 anni per lesioni gravissime [D26023a.pdf (parte 1 di 2)].
Inoltre, il personale scolastico (presidi, docenti e personale ATA) viene riconosciuto e tutelato come Pubblico Ufficiale nell’esercizio delle proprie funzioni.
2. Modifiche al Codice di Procedura Penale: Arresto Obbligatorio e Procedibilità d’Ufficio
A corollario dell’inasprimento delle pene, il decreto modifica anche il regime processuale per garantire un intervento immediato e certo.
Arresto Obbligatorio in Flagranza: L’articolo 11 del decreto modifica l’articolo 380, comma 2, del Codice di Procedura Penale, inserendo il delitto di lesioni personali di cui all’art. 583-quater c.p. (quindi anche quelle commesse contro il personale scolastico) tra i reati per cui è previsto l’arresto obbligatorio in flagranza di reato. È prevista anche la possibilità di arresto in flagranza differita [Decreto Sicurezza e scuola, cosa cambia per gli studenti tra reati dei minori e nuove regole _ Studenti.it.pdf].
Procedibilità d’Ufficio: Per i reati di lesioni personali commessi contro il personale scolastico, si procede d’ufficio, eliminando la necessità della querela di parte per avviare l’azione penale.
II. Misure di Prevenzione e Contrasto alla Criminalità Giovanile
Il decreto introduce una serie di misure preventive e sanzionatorie per contrastare i fenomeni di violenza, bullismo e possesso di armi da parte dei minori, che hanno un impatto diretto sulla sicurezza delle scuole.
1. Divieto di Armi e Sanzioni per i Genitori
Viene attuata una politica di “tolleranza zero” sul possesso di armi da parte dei minori [Decreto Sicurezza e scuola, cosa cambia per gli studenti tra reati dei minori e nuove regole _ Studenti.it.pdf].
Divieto di Vendita: È introdotto il divieto di vendere o cedere a minori di 18 anni strumenti da punta o da taglio atti ad offendere. I venditori, anche online, hanno l’obbligo di verificare l’età dell’acquirente.
Sanzioni per i Genitori: In base al principio della culpa in vigilando, vengono introdotte sanzioni amministrative pecuniarie per i genitori o gli esercenti la responsabilità genitoriale qualora un minore venga trovato in possesso di armi o strumenti atti ad offendere. Gli importi variano da 200 a 1.000 euro o da 500 a 3.000 euro, con una “clausola riparativa” che permette di sospendere la sanzione in cambio della partecipazione a percorsi di mediazione e supporto psicologico. In caso di reati gravi, i genitori rischiano anche la perdita di benefici statali come l’Assegno di Inclusione.
2. Strumenti di Prevenzione Amministrativa
Il decreto rafforza gli strumenti a disposizione delle autorità di pubblica sicurezza per intervenire preventivamente.
Ammonimento del Questore: Viene estesa l’applicabilità dell’ammonimento ai minori di età compresa tra 12 e 14 anni per reati come furto, danneggiamento e violazione di domicilio, e ai minori di età superiore a 14 anni per reati come percosse, lesioni e minaccia commessi ai danni di altri minori.
Daspo Urbano: Il “Daspo urbano” viene esteso ai minori di età superiore ai 14 anni, per vietare l’accesso a determinate aree in caso di coinvolgimento in episodi di bullismo aggravato o possesso di strumenti atti ad offendere.
Limitazioni alla Libertà di Movimento: Per i minori che portano armi bianche senza giustificato motivo, sono previste misure come la sospensione del patentino per ciclomotori o il differimento del conseguimento della patente B.
III. Misure per la Sicurezza Fisica delle Scuole
Per garantire un ambiente scolastico più sicuro, il decreto prevede l’implementazione di tecnologie di controllo.
Controllo Tecnologico degli Accessi: Un progetto mira a trasformare le scuole in “presidi ad accesso tracciabile” attraverso l’installazione di telecamere intelligenti, l’uso di badge obbligatori per studenti e personale, e l’introduzione di metal detector. L’obiettivo è impedire l’accesso di estranei e avere una mappatura in tempo reale delle presenze.
IV. Promozione della Cultura della Legalità e Impatto sulla Disciplina
Il decreto si inserisce in un contesto più ampio di riforme che toccano anche la vita scolastica quotidiana e la promozione di valori positivi.
Iniziative per la Legalità: L’articolo 27 del decreto prevede che le vittime del dovere, del terrorismo e della criminalità organizzata possano usufruire di permessi retribuiti per partecipare a iniziative pubbliche, anche presso le scuole, per diffondere la cultura della legalità. Inoltre, i comuni, in collaborazione con le scuole, possono promuovere iniziative educative e ricreative per prevenire il coinvolgimento dei giovani in fenomeni di spaccio e consumo di stupefacenti.
Riforma del Voto in Condotta (Riforma Valditara): Questa riforma prevede la bocciatura automatica con un voto in condotta pari o inferiore a 5 nelle scuole superiori, il recupero in “Educazione Civica” con un voto di 6, e la conversione delle sospensioni superiori a due giorni in attività di cittadinanza solidale. Un voto in condotta elevato (pari o superiore a 9) diventa inoltre un requisito per ottenere il massimo dei crediti scolastici per la Maturità.
Avv. Gianfranco Nunziata
(Foro di Salerno)