Il CNDDU per la tutela del minore: trasparenza e legalità negli atti scolastici
Riflessioni sulla tutela del minore e la responsabilità delle istituzioni scolastiche dopo i fatti accaduti in provincia di Venezia.
Il CNDDU interviene prontamente per garantire la tutela del minore coinvolto in un caso di presunta manipolazione di documenti a scuola. È fondamentale che la responsabilità istituzionale prevalga per assicurare un percorso educativo trasparente e rispettoso dei diritti umani.
Tutela del minore, correttezza dell’azione educativa e responsabilità istituzionale: riflessioni a margine del caso della Riviera del Brenta (Venezia)
Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani ritiene doveroso intervenire in merito a una vicenda verificatasi nel territorio di Venezia, nella Riviera del Brenta, che coinvolge un alunno di otto anni della scuola primaria e che presenta profili di particolare rilevanza sotto il profilo giuridico ed educativo.
Secondo quanto ricostruito, la famiglia del minore è stata convocata nel mese di gennaio dal personale docente e resa edotta, mediante lettura di una relazione dettagliata, dell’esistenza di presunte “marcate difficoltà di attenzione, concentrazione e memoria”, nonché di comportamenti qualificati come iperattivi, disorganizzati e non conformi alle regole della convivenza scolastica. Nella medesima relazione sarebbero stati descritti ulteriori elementi, tra cui difficoltà linguistiche, episodi di salivazione incontrollata e condotte ritenute inappropriate rispetto al contesto scolastico, tali da orientare la richiesta di avvio di un percorso di certificazione di disabilità presso i servizi sanitari competenti.
Tale rappresentazione si porrebbe in evidente discontinuità con la documentazione scolastica pregressa, dalla quale emergerebbe un percorso didattico positivo, con valutazioni comprese tra il buono e l’ottimo e il pieno raggiungimento degli obiettivi formativi. A seguito della segnalazione, la famiglia ha attivato gli accertamenti presso i servizi di neuropsichiatria infantile e logopedia dell’azienda sanitaria territoriale, i cui esiti avrebbero escluso la presenza di deficit cognitivi o linguistici, attestando un quoziente intellettivo nella norma per età e buone capacità di ragionamento, pur rilevando profili di ansia e impulsività meritevoli di monitoraggio.
Nel corso di tali approfondimenti, su richiesta degli specialisti, sono stati esaminati i quaderni e le verifiche scolastiche del minore. Dal confronto tra il materiale consegnato dalla scuola e copie precedentemente conservate dalla famiglia sarebbero emerse modifiche delle annotazioni valutative, con trasformazione di giudizi originariamente positivi in valutazioni negative, circostanza che, secondo quanto riferito, sarebbe stata successivamente ricondotta dalla dirigenza scolastica a una “alterazione” riconosciuta come errore.
Le conseguenze sul piano personale del minore appaiono significative, essendo stati riferiti stati d’ansia, disturbi del sonno e timore nei confronti dell’ambiente scolastico, elementi che impongono una attenta considerazione sotto il profilo della tutela dell’integrità psicofisica del bambino.
Alla luce di tali elementi, ove accertati, emergono possibili profili di criticità nell’esercizio della funzione docente e amministrativa. La redazione di atti valutativi non aderenti alla realtà e la eventuale manipolazione della documentazione didattica inciderebbero su diritti fondamentali tutelati dall’ordinamento, tra cui il diritto all’istruzione, alla dignità personale e alla corretta rappresentazione del percorso formativo.
L’ordinamento giuridico italiano, in coerenza con la Convenzione sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza, impone che ogni decisione riguardante il minore sia orientata al suo superiore interesse. In ambito scolastico, ciò comporta l’obbligo di fondare ogni segnalazione su elementi oggettivi e verificabili, nel rispetto delle competenze istituzionali e senza indebite sovrapposizioni con valutazioni di natura sanitaria.
La funzione valutativa della scuola, quale espressione dell’attività amministrativa, è soggetta ai principi di imparzialità e buon andamento di cui all’articolo 97 della Costituzione. L’integrità della documentazione scolastica costituisce, in tale quadro, presidio essenziale di legalità e trasparenza. Eventuali alterazioni, ove confermate, assumerebbero rilievo non solo disciplinare ma anche sotto il profilo della legittimità dell’azione amministrativa.
Non meno rilevante è il profilo della tutela della salute del minore, garantita dall’articolo 32 della Costituzione, che impone all’istituzione scolastica di operare in modo da prevenire situazioni potenzialmente lesive del benessere psicologico dell’alunno.
Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani auspica che le autorità competenti procedano con la massima attenzione all’accertamento dei fatti, nel rispetto delle garanzie procedimentali e della tutela di tutte le parti coinvolte, e richiama la necessità di rafforzare la consapevolezza del rilievo giuridico degli atti scolastici e della responsabilità connessa al loro esercizio.
La scuola, quale istituzione della Repubblica, è chiamata a garantire non solo l’istruzione, ma anche la protezione e la promozione dei diritti fondamentali della persona in età evolutiva. Ogni eventuale deviazione da tali principi incide profondamente sulla fiducia collettiva nel sistema educativo e sulla sua funzione di presidio di legalità e giustizia.
prof. Romano Pesavento, presidente CNDDU