Immissioni in ruolo docenti 2026: al via la fase 1 con la scelta della provincia
Per le immissioni in ruolo docenti 2026 gli Uffici hanno aperto la scelta della provincia, ma la fase 2 resta ferma senza contingente.
Le immissioni in ruolo docenti 2026 sono partite, ma solo a metà. Il Ministero ha autorizzato gli Uffici Scolastici ad avviare la fase 1, cioè la scelta della provincia. La fase 2, invece, resta in attesa. Manca ancora il via libera del MEF sul contingente autorizzato, il numero di posti che sarà possibile coprire. Vediamo cosa cambia per i docenti coinvolti.
Fase 1, la scelta della provincia
La procedura è telematica e si svolge su Istanze online. Gli Uffici Scolastici aprono i turni e indicano il numero dei convocati, sempre superiore rispetto ai posti disponibili, con data e orario per presentare domanda. Prima di partire, però, gli Uffici devono chiudere le operazioni preliminari: recupero degli esuberi, compensazioni e aggiornamento delle graduatorie, con la cancellazione dei docenti già assunti a tempo indeterminato e confermati in ruolo. Solo a quel punto la provincia può essere assegnata a ciascun candidato.
Fase 2, la scelta della scuola
Il secondo passaggio riguarda solo chi ha ottenuto una provincia nella fase precedente. Qui si scelgono le sedi scolastiche e la classe di concorso già assegnata. La finestra è strettissima e dura in genere solo 48 ore. Chi ha avuto la provincia ma non è interessato può anche non compilare la domanda. Chi invece vuole procedere deve indicare alcune preferenze precise:
l'ordine di preferenza delle istituzioni scolastiche, comprese quelle senza posti liberi;
un comune di riferimento da usare se le sedi indicate non fossero disponibili;
il possesso dei requisiti di precedenza previsti dalla L. 104;
la disponibilità per cattedre esterne, serali, carcerarie, ospedaliere o dei licei europei;
i titoli per i posti di sostegno o per gli insegnamenti speciali.
Immissioni in ruolo docenti 2026, il nodo del contingente
Per chiudere la fase 1 e aprire la fase 2 serve la comunicazione del contingente autorizzato. Il Ministero ha chiesto la copertura del 100% dei posti vacanti, ma l'ok del MEF non è ancora arrivato. Se le preferenze del candidato non combaciano con le sedi libere, l'assegnazione diventa d'ufficio. Il Ministero lo mette nero su bianco: «Qualora le preferenze di sede e di comune espresse dall'aspirante in fase 2 non siano compatibili con le effettive disponibilità di sede, l'aspirante verrà assegnato d'ufficio su una sede disponibile all'interno della provincia di individuazione, anche su tipologie di disponibilità non indicate dall'aspirante.»
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