Imputabilità minori: una proposta di legge di Forza Italia vuole abbassarla a 13 anni

L'imputabilità minori scende a 13 anni con la proposta di legge di Forza Italia discussa in commissione Giustizia alla Camera.

08 luglio 2026 19:00
Imputabilità minori: una proposta di legge di Forza Italia vuole abbassarla a 13 anni - Montecitorio
Montecitorio
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Cambia il confine tra chi è troppo giovane per essere processato e chi deve rispondere davanti alla legge. La questione dell'imputabilità minori torna al centro del dibattito politico: una proposta di legge firmata da Forza Italia è stata incardinata in commissione Giustizia alla Camera. L'obiettivo dichiarato è portare da 14 a 13 anni la soglia oltre la quale un ragazzo può essere chiamato a rispondere penalmente delle proprie azioni.

Imputabilità minori: cosa prevede il testo

La proposta di legge è nota alle cronache come pdl «anti maranza» e porta la prima firma dell'onorevole Marta Fascina. Il testo è breve, appena due articoli, ma il suo peso politico è notevole. Interviene sul codice penale e sul codice di procedura penale, spostando indietro il limite che oggi separa il minore non punibile da chi deve rispondere davanti al giudice. In pratica, un tredicenne potrebbe finire sotto processo. È una modifica che tocca uno dei principi cardine dell'attuale sistema di giustizia minorile.

Perché il mirino è sui giovanissimi

La scelta di abbassare la soglia non nasce a caso. Secondo la relazione che accompagna il provvedimento, la criminalità organizzata ha da tempo capito che i ragazzi più giovani sono una risorsa preziosa. Il motivo è semplice: la loro età funziona come una sorta di scudo giudiziario. I firmatari parlano di un fenomeno «radicato in modo trasversale in tutto il Paese». Non riguarda più solo le periferie del Sud, ma si è esteso alle grandi città del Nord e del Centro, dove ragazzini poco più che bambini vengono usati per compiere reati.

Le ragioni dei promotori

A illustrare il provvedimento è il deputato di Forza Italia Pietro Pittalis, relatore del testo. Per lui la riforma deve funzionare come «un segnale», sia sul fronte della deterrenza sia su quello di una risposta concreta all'emergenza. Il fenomeno, spiegano i promotori, coinvolge minori sempre più giovani. Gli obiettivi dichiarati sono essenzialmente tre:

  • rafforzare la deterrenza verso chi recluta i minori;

  • offrire una risposta immediata a un'emergenza sociale;

  • colpire chi sfrutta l'età dei ragazzi per aggirare la legge.

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