Inclusione e assistenza igienico-personale a scuola: una guida del CNDDU
Una guida sulla corretta ripartizione delle competenze per l'assistenza igienico-personale tra docenti di sostegno e personale ATA.
La gestione dell'assistenza igienico-personale a scuola richiede chiarezza normativa. È fondamentale distinguere tra supporto didattico e mansioni materiali per garantire i diritti degli studenti con disabilità e il rispetto dei profili professionali del personale addetto.
Assistenza igienico-personale e sostegno didattico: quadro normativo e ripartizione delle competenze nella scuola inclusiva
Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani interviene nel dibattito emerso in questi giorni in ordine all’individuazione delle competenze relative all’assistenza igienico-personale degli alunni con disabilità, con particolare riferimento a pratiche quali il cambio del pannolino e il supporto durante la somministrazione dei pasti, anche a seguito delle numerose segnalazioni pervenute da parte di docenti di sostegno su tutto il territorio nazionale, che evidenziano diffuse criticità interpretative e organizzative in merito alla corretta attribuzione delle mansioni.
Il diritto all’istruzione delle persone con disabilità, sancito dagli articoli 3, 34 e 38 della Costituzione, trova attuazione nella legge 5 febbraio 1992, n. 104, nonché nel decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 66, come modificato dal decreto legislativo 7 agosto 2019, n. 96, che delineano un modello inclusivo fondato sull’effettiva partecipazione alla vita scolastica. Tale assetto è ulteriormente rafforzato dalla legge 1° marzo 2006, n. 67, in materia di tutela giudiziaria contro le discriminazioni delle persone con disabilità, e dal decreto legislativo 3 maggio 2024, n. 62, che introduce e consolida il principio dell’accomodamento ragionevole quale strumento volto a garantire l’effettività dei diritti fondamentali.
In questo contesto normativo, il docente di sostegno, ai sensi del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, assume la contitolarità della classe ed esercita una funzione eminentemente educativa e didattica, esplicata attraverso la progettazione e l’attuazione del Piano Educativo Individualizzato, la partecipazione al Gruppo di Lavoro Operativo per l’inclusione e la collaborazione con il consiglio di classe. La qualificazione giuridica della sua prestazione professionale si colloca integralmente nell’ambito dell’attività di insegnamento, con esclusione di mansioni di natura meramente materiale o assistenziale, non previste dal profilo docente.
Diversamente, l’assistenza igienico-personale agli alunni con disabilità non autosufficienti, comprensiva delle attività connesse alla cura dell’igiene personale e al supporto nelle funzioni quotidiane, è espressamente ricondotta, nell’ambito della disciplina contrattuale vigente, alle competenze del personale ausiliario. L’Allegato A al CCNL Istruzione e Ricerca 2019-2021 attribuisce infatti ai collaboratori scolastici compiti di ausilio materiale non specialistico, finalizzati a garantire l’accesso, la permanenza e la piena partecipazione degli alunni con disabilità all’interno dell’ambiente scolastico, includendo l’assistenza durante il pasto e l’uso dei servizi igienici.
Tale ripartizione di competenze è stata recentemente ribadita dalla delibera del 5 marzo 2026 dell’Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità, che ha richiamato le istituzioni scolastiche all’obbligo di assicurare, senza eccezioni né ritardi, l’assistenza igienico-personale agli alunni non autosufficienti, ove prevista nei documenti di progettazione individualizzata, quali il Piano Educativo Individualizzato, i piani riabilitativi e il progetto di vita. Il mancato adempimento di tale obbligo può incidere direttamente sull’effettività del diritto all’istruzione e configurare una forma di discriminazione indiretta, in contrasto con la normativa vigente.
Permane, tuttavia, una criticità strutturale legata alla insufficienza degli organici del personale ATA rispetto all’incremento degli alunni con disabilità, circostanza che rischia di compromettere la concreta attuazione delle disposizioni normative e di generare prassi organizzative non conformi al principio di legalità. In tale quadro, l’eventuale attribuzione impropria di compiti assistenziali al personale docente si porrebbe in contrasto con la tipicità dei profili professionali e con il corretto assetto delle responsabilità all’interno dell’istituzione scolastica.
Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani richiama pertanto le istituzioni competenti a garantire una piena e coerente attuazione del quadro normativo vigente, attraverso un adeguato dimensionamento degli organici, una rigorosa osservanza della ripartizione delle competenze e una costante vigilanza sull’effettività dei diritti degli alunni con disabilità.
Il principio di inclusione scolastica, per essere effettivo, richiede non adattamenti impropri, ma il rispetto integrale delle norme e un impegno istituzionale concreto, continuo e strutturato.
prof. Romano Pesavento, presidente CNDDU