Inclusione scolastica: il divario tra Nord e Sud nei dati Istat
L'ultimo report Istat rivela che oltre il 40% delle scuole siciliane non garantisce l'accesso agli studenti con disabilità motorie o sensoriali.
L'inclusione scolastica rappresenta un pilastro fondamentale del diritto allo studio, eppure in sicilia il percorso verso l'abbattimento delle barriere architettoniche appare ancora lungo e complesso. I dati Istat relativi all'anno scolastico 2023-2024 descrivono un panorama regionale segnato da gravi carenze infrastrutturali e una preoccupante opacità nella gestione delle informazioni.
L'inclusione scolastica e le sfide strutturali
L'analisi statistica evidenzia una realtà allarmante: quasi il 42% degli edifici scolastici nell'Isola presenta ostacoli che limitano la mobilità di studenti con disabilità fisiche o sensoriali. Un dato che pone la regione in una posizione critica rispetto alla media nazionale.
Un ulteriore elemento di preoccupazione riguarda la trasparenza amministrativa. Circa il 22% degli istituti siciliani non ha fornito i dati richiesti dall'Istat, una percentuale significativamente superiore alla media italiana del 17,9%. Questo vuoto informativo suggerisce una difficoltà nel monitoraggio costante e nella governance del sistema scolastico regionale.
Le barriere architettoniche e l'accessibilità fisica
Attualmente, solo il 36,5% delle scuole in Sicilia può essere considerato pienamente accessibile. Le criticità principali riguardano:
Assenza di rampe a norma o ascensori funzionanti.
Presenza di scale non superabili autonomamente.
Mancanza di servizi igienici adeguatamente attrezzati.
In sintesi, sei istituti su dieci non sono in grado di garantire una partecipazione paritaria alla vita scolastica quotidiana per chi ha limitazioni motorie.
La carenza di strumenti per le disabilità sensoriali
Se le barriere fisiche sono evidenti, l'accessibilità sensoriale risulta quasi inesistente. Per gli studenti non vedenti o ipovedenti, l'autonomia negli spostamenti è ostacolata dalla quasi totale assenza di mappe a rilievo o percorsi tattili, presenti solo nell'1,4% delle scuole.
Anche la sicurezza per gli studenti sordi appare compromessa: appena il 14,6% dei plessi è dotato di sistemi di segnalazione visiva per le emergenze, un valore che distacca la Sicilia dalle regioni più virtuose del Nord e del Centro Italia.
Una riflessione oltre le infrastrutture
Il divario tra le diverse aree del Paese conferma una disuguaglianza strutturale che penalizza il Mezzogiorno. L'accessibilità non deve essere percepita come un mero adempimento tecnico, bensì come un requisito essenziale per la democrazia educativa. Nonostante le normative vigenti, come la Legge 104/1992, le famiglie si trovano spesso a gestire carenze croniche che trasformano il diritto all'istruzione in una corsa a ostacoli.