Inclusione scolastica: le considerazioni del CNDDU sul caso dello studente di Afragola

Il CNDDU denuncia l'esclusione di un alunno ad Afragola e chiede l'intervento di Valditara per garantire la vera inclusione scolastica.

A cura di Redazione Redazione
24 aprile 2026 13:30
Inclusione scolastica: le considerazioni del CNDDU sul caso dello studente di Afragola - Romano Pesavento
Romano Pesavento
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Il caso di Afragola solleva dubbi sulla reale inclusione scolastica odierna. Quando un alunno viene isolato, la istituzione scolastica fallisce il suo compito primario, trasformando un diritto in una discriminazione inaccettabile che richiede risposte urgenti.

Inclusione non è presenza: ad Afragola studente con disabilità escluso dalla gita, il CNDDU richiama il Ministro Giuseppe Valditara a un intervento urgente

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU) interviene con fermezza sulla vicenda che ha coinvolto uno studente dodicenne con Bisogni Educativi Speciali durante una gita scolastica ad Afragola, nel Napoletano. Una vicenda che, al di là degli accertamenti in corso, impone una riflessione netta e non più rinviabile sul significato autentico di inclusione nella scuola italiana.

Se quanto denunciato dalla famiglia dovesse trovare conferma, non saremmo di fronte a una semplice criticità gestionale, ma a un episodio emblematico di esclusione strutturata: la partecipazione subordinata alla presenza di un genitore e la separazione nei momenti di maggiore condivisione rappresentano, infatti, una negazione sostanziale del diritto all’esperienza educativa piena.

Il CNDDU intende ribadire un principio inequivocabile: l’inclusione non coincide con la mera presenza fisica. Non basta “esserci” per essere inclusi. L’inclusione è partecipazione reale, è relazione, è riconoscimento della pari dignità. Ogni scelta che isola, distingue o limita uno studente rispetto al gruppo classe, anche se motivata da esigenze organizzative, tradisce la funzione educativa della scuola.

La scuola italiana è chiamata a svolgere un ruolo pedagogico centrale nella costruzione di una società fondata sui diritti umani. Le attività extrascolastiche, come le gite, non sono momenti accessori, ma parte integrante del percorso formativo: è in questi contesti che si educa alla convivenza, al rispetto delle differenze, alla cittadinanza attiva. Escludere uno studente da tali esperienze significa trasmettere un messaggio diseducativo a tutta la comunità scolastica.

Una scuola che separa, anche indirettamente, non educa: seleziona. E selezionare non è compatibile con i principi costituzionali né con la cultura dei diritti.

Il CNDDU richiama con forza tutte le istituzioni scolastiche alla responsabilità di progettare ambienti realmente inclusivi, in cui la diversità non venga gestita come un problema da contenere, ma come una risorsa da valorizzare. Ciò richiede competenze, formazione continua, corresponsabilità educativa e, soprattutto, una visione pedagogica chiara e coerente.

Non è più accettabile che, nel 2026, si verifichino situazioni che riportano indietro il dibattito educativo di decenni. L’Inclusione non può essere negoziata né subordinata a condizioni che ne svuotano il significato.

Il CNDDU auspica che le autorità competenti facciano piena luce sull’accaduto e invita il Ministro Valditara e il Ministero dell’Istruzione e del Merito a promuovere linee guida più stringenti per garantire che tutte le attività scolastiche, senza eccezioni, siano progettate secondo criteri autenticamente inclusivi.

La credibilità della scuola si misura nella capacità di non lasciare indietro nessuno. Non nei principi dichiarati, ma nelle scelte concrete.

prof. Romano Pesavento, presidente CNDDU

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