Incontro ANDU e M5S: priorità per l'Università
Convergenze tra ANDU e M5S su medicina, precariato e governance dell'Università.
Il 4 febbraio 2026 si è svolto un confronto strategico tra l’ANDU e il M5S. Al centro del dibattito le riforme necessarie per l'Università: dallo stop al numero chiuso a Medicina, al piano contro il precariato, fino alla revisione dei concorsi e della governance accademica.
Incontro dell'ANDU con il M5S
Il 4 febbraio 2026 l’ANDU (Mauro Federico, Nunzio Miraglia, Lucinia Speciale) ha avuto un incontro con il M5S (on. Antonio Caso, capogruppo nella Commissione Cultura della Camera).
Nell’incontro sono state esaminate alcune delle principali questioni riguardanti l’Università.
Numero chiuso a Medicina
C’è stato un pieno accordo tra ANDU e M5S sull’eliminazione, fin dal prossimo anno, di qualsiasi filtro: la selezione per l’ingresso a Medicina deve avvenire prima dell’inizio del corso di laurea.
L’ANDU ha ribadito la necessità di un graduale superamento del numero chiuso (v. nota 1), evitando nel frattempo meccanismi di selezione che distolgano dallo studio degli ultimi anni delle scuole superiori (nota 2).
L’on. Caso ha riferito che su queste questioni nel M5S è già in corso un dibattito e ha annunciato che sul numero chiuso il M5S si confronterà con le Organizzazioni degli studenti e della docenza.
Valore legale del titolo di studio
ANDU e M5S condividono la preoccupazione per la crescente campagna a favore dell’abolizione del valore legale del titolo di studio.
Precariato
L’ANDU ha riproposto la necessità di un bando straordinario di almeno 45.000 posti di ruolo (nel terzo livello del docente unico), con la proroga degli attuali precari fino all’espletamento dei concorsi. Introduzione di una unica figura di vero pre-ruolo definita per legge e che abbia autonomia di ricerca oltre che un trattamento adeguato. L’ANDU ritiene indispensabile che la quantità di questa figura sia rapportata al numero programmato dei posti di ruolo.
Il M5S condivide la necessità di un bando straordinario di posti di ruolo (1,5-2 miliardi).
Concorsi
L’ANDU ha fatto riferimento alla propria proposta: commissioni nazionali interamente sorteggiate tra tutti i docenti, superando così ogni tipo di abilitazione e ogni forma di concorsi locali: una modalità di reclutamento da applicarsi a partire dal dottorato. L’on. Caso ha espresso la sua propensione all’idea dei concorsi nazionali e ha aggiunto che anche su questa questione il M5S arriverà presto a una posizione ufficiale.
Governance di Ateneo
L’ANDU ha ribadito la necessità di ridurre il potere dei Consigli di Amministrazione, di aumentare il ruolo dei Senati Accademici - che devono diventare realmente rappresentativi di tutte le componenti - e di ridurre l’enorme potere dei rettori. In questa direzione l’ANDU ha riproposto la necessità di escludere il Rettore dal Senato Accademico e di definire composizioni e poteri con legge nazionale.
Governance del Sistema nazionale universitario
L’ANDU ha inoltre ribadito l’importanza della costituzione di un Organismo nazionale di rappresentanza e di coordinamento del Sistema nazionale universitario, un Organismo che difenda l’autonomia dell’Università dai poteri forti interni ed esterni. I componenti di questo Organismo dovrebbero essere tutti eletti contemporaneamente e, in particolare, la componente dei docenti dovrebbe essere eletta senza alcuna divisione per fasce.
Note
Nota 1. Va ricordato che le direttive europee si limitavano a chiedere agli Stati membri un’armonizzazione dei corsi di studio e la realizzazione di un sistema di formazione di alta qualità, ma non necessariamente la limitazione degli accessi.
Nota 2. V. il documento Il sorteggio non costa ed è equivalente al test che invece costa tanto.
Nota 3. Oltre ad Andrea Gavosto, anche Massimo Cacciari vuole l’abolizione del valore legale del titolo di studio, cioè l’azzeramento del Sistema nazionale universitario statale. Infatti Cacciari vuole che ogni singolo ateneo possa autonomamente decidere su didattica, tasse, concorsi e organizzazione interna.
Già nell’ottobre del 2017 Massimo Cacciari voleva l’abolizione del valore legale del titolo di studio, cioè la massima autonomia delle oligarchie locali, ma con il finanziamento dello Stato (gestione privatistica delle risorse pubbliche).
E ancora prima, nel marzo 2011, si erano espressi per l’abolizione del valore legale: Confindustria, CRUI, Tranfaglia, Lavoce.info, Rossi e Toniolo, ‘Imprenditori’, PD, Garavaglia, PDL, Grillo, Kostoris, Mancini, Mannucci, Ichino.
L’ANDU ha recentemente lanciato l’allarme contro quella che sembra una nuova campagna per l’abolizione del valore legale dei titoli di studio (v. la fine dell’intervento nell’Assemblea nazionale della FLC CGIL tenutasi a Napoli nel 20 gennaio u.s.).