Infortunio a scuola, la Cassazione conferma i limiti della responsabilità scolastica

Per i giudici di Venezia l'infortunio a scuola non basta a far scattare il risarcimento se manca la prova della negligenza dell'istituto.

12 giugno 2026 14:00
Infortunio a scuola, la Cassazione conferma i limiti della responsabilità scolastica - Sentenza del Giudice
Sentenza del Giudice
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Un bambino inciampa, cade e si ferisce mentre cammina in cortile. La madre chiede i danni, ma per i giudici la scuola non deve pagare. Il caso di infortunio a scuola finito davanti alla Corte d'Appello di Venezia conferma un principio chiaro: se l'alunno si fa male da solo, l'istituto non risponde in automatico. A contare è la prova di una reale mancanza di vigilanza.

Come è andato l'infortunio a scuola

Il fatto risale al 13 gennaio 2021. Durante l'intervallo, un alunno con disabilità, seguito dall'insegnante di sostegno per 22 ore a settimana, stava guardando un tablet con i compagni. Poi decide di riportare lo strumento alla maestra. Mentre la raggiunge, inciampa e cade. Le conseguenze sono una ferita al labbro inferiore e al mento, più la frattura dello smalto su due incisivi superiori. La madre porta il caso in tribunale, citando il Ministero e la compagnia assicurativa della scuola. Prima parla di un urto violento contro un muro, senza sorveglianza. Poi cambia versione e indica una mattonella sporgente del cortile come causa della caduta.

Perché la scuola non è stata condannata

La Corte d'Appello di Venezia (sentenza n. 1324/2026, depositata l'8 giugno) ha respinto entrambi i motivi del ricorso. Il punto chiave è giuridico. Quando un alunno si fa male da solo, non si applica la responsabilità automatica dell'istituto prevista per i danni tra studenti. Lo hanno chiarito le Sezioni Unite della Cassazione fin dal 2002. Tocca quindi a chi chiede i soldi dimostrare il legame tra il comportamento della scuola e il danno. E qui la prova è mancata. La relazione delle maestre parlava di un inciampo «su una mattonella della pavimentazione del cortile», ma nessuno ha descritto quella mattonella come sconnessa o difettosa. Mancavano anche le foto del luogo.

Vigilanza e prove: cosa dice la sentenza

Sul fronte della sorveglianza, le testimonianze hanno chiarito che entrambe le insegnanti erano presenti in cortile. La maestra di sostegno ha raccontato di aver provato persino ad afferrare il bambino mentre cadeva, senza riuscirci. Una testimone ha ammesso: «Ho immaginato che il bambino abbia potuto inciampare su una sconnessione del terreno […] ma non ho poi visto se effettivamente c'era una sconnessione». Per la Cassazione, la scuola non risponde quando l'evento è così rapido da rendere impossibile un intervento. Il personale ha comunque prestato subito soccorso e avvisato la famiglia. Senza la prova del danno imputabile all'istituto, anche la perizia medica diventa inutile. Risultato: appello respinto e spese legali a carico della madre.

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