Insegnanti Mad a Roma: la protesta delle precarie escluse dalle graduatorie

Le insegnanti Mad a Roma denunciano l’esclusione dalle nuove graduatorie capitoline: dopo anni negli asili, temono di perdere anche il lavoro precario.

21 maggio 2026 10:00
Insegnanti Mad a Roma: la protesta delle precarie escluse dalle graduatorie  -
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Così come riportato da Fanpage.it, le insegnanti Mad a Roma chiedono risposte dopo anni di lavoro a chiamata negli asili nido e nelle scuole dell’infanzia. La storia di Barbara, 48 anni e tre figli, racconta la condizione di molte lavoratrici precarie che hanno garantito continuità ai servizi educativi comunali, soprattutto nei periodi di maggiore carenza di personale. Ora, con l’arrivo delle nuove graduatorie per le supplenze (GPS), molte di loro denunciano di essere state escluse nonostante l’esperienza maturata sul campo e il ruolo svolto nel sostenere il sistema scolastico romano.

Insegnanti Mad a Roma escluse dalle nuove graduatorie

Il caso riguarda le lavoratrici inserite per anni nel sistema della messa a disposizione, chiamate dai Municipi quando mancavano educatrici e insegnanti. Secondo la testimonianza raccolta, questi incarichi non sarebbero stati solo occasionali: spesso le Mad hanno coperto assenze, vuoti di organico, sostituzioni prolungate e attività di supporto, anche con bambini e bambine con disabilità. La protesta nasce perché le nuove Graduatorie Capitolina per le Supplenze non includerebbero queste lavoratrici, lasciandole senza una reale prospettiva dopo anni di servizio. Per molte, il rischio è perdere anche un impiego già segnato da precarietà, incertezza e continuità non garantita.

Il lavoro precario che sostiene asili e scuole

Barbara racconta di lavorare da sette anni con le Mad (Messa a disposizione), passando da sostituzioni giornaliere a incarichi più stabili, pur senza le tutele di un impiego sicuro. La sua esperienza riflette quella di molte colleghe che, pur non essendo di ruolo, hanno partecipato alla vita scolastica con riunioni, formazione e attività educative quotidiane. Il punto centrale della vertenza è il riconoscimento del lavoro svolto: le insegnanti non chiedono privilegi, ma regole chiare per non essere cancellate dal sistema. Secondo le lavoratrici, l’esclusione dalle graduatorie rischia di trasformare anni di servizio in un percorso senza valore, nonostante il contributo dato alle famiglie e ai servizi comunali.

Il rischio per settembre 2026

La protesta guarda anche al prossimo anno scolastico. Secondo il Sindacato Generale di Base, escludere le Mad potrebbe aggravare la carenza di personale negli istituti capitolini già da settembre 2026. Il timore è che senza queste professionalità, esperienze e competenze, molti servizi educativi possano trovarsi in difficoltà. Le lavoratrici sostengono che il sistema degli asili e delle scuole dell’infanzia funzioni grazie a un equilibrio fragile, in cui ogni figura è necessaria. Per questo chiedono al Campidoglio di intervenire, evitando che la riorganizzazione delle graduatorie penalizzi chi ha già lavorato per anni nelle strutture comunali.

La protesta in Campidoglio

Il presidio organizzato in Campidoglio diventa il simbolo di una battaglia più ampia contro la discriminazione, lo sfruttamento e l’invisibilità del lavoro precario. Barbara paragona la scuola a un alveare, dove ognuno svolge il proprio compito con responsabilità. La sua richiesta, condivisa da molte colleghe, è semplice: non essere eliminate dopo aver contribuito al funzionamento dei servizi. La vicenda mette al centro un tema delicato per Roma Capitale: come conciliare graduatorie, requisiti formali e valorizzazione dell’esperienza maturata sul campo senza indebolire il diritto dei bambini e delle famiglie a servizi educativi stabili.

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