Intelligenza artificiale a scuola, Valditara: 100mln per gli Assistenti Virtuali nei Licei per ogni singolo studente
Valditara lancia l'intelligenza artificiale a scuola con 100 milioni e piazza l'Italia davanti alla Germania sulla dispersione.
Il Ministro Giuseppe Valditara, parlando a Trieste, ha confermato una scelta destinata a cambiare le aule: 100 milioni di euro per portare l'intelligenza artificiale a scuola. La tecnologia entrerà nei nuovi percorsi dei licei come aiuto per le materie Stem e avrà una sua ora dedicata. L'obiettivo dichiarato è duplice: modernizzare l'insegnamento e frenare l'abbandono scolastico, un fronte su cui il Paese mostra numeri sorprendenti.
Cento milioni per l'intelligenza artificiale a scuola
Lo stanziamento annunciato dal Ministro pesa 100 milioni di euro e ha un bersaglio preciso. L'intelligenza artificiale a scuola servirà a sostenere l'insegnamento delle materie Stem, cioè scienze, tecnologia, ingegneria e matematica. Non si tratta solo di strumenti di supporto: nei nuovi percorsi dei licei arriverà anche un'ora di lezione interamente dedicata al tema. Gli studenti impareranno quindi a conoscere questa tecnologia da vicino, capendone il funzionamento e i limiti. Trieste è stata la cornice scelta da Valditara per mettere nero su bianco un impegno che coinvolgerà le classi nei prossimi anni.
Dalla sperimentazione alla didattica su misura
Come cambieranno le lezioni tra i banchi? L'idea centrale è personalizzare la didattica, cucendola sulle esigenze di ogni ragazzo. Per farlo, gli istituti useranno degli assistenti virtuali capaci di adattare spiegazioni ed esercizi al singolo alunno. Il percorso non parte da zero: è già una realtà in alcune realtà pilota. Lo ha chiarito lo stesso Ministro, spiegando lo stato dei lavori: «Abbiamo avviato un percorso sperimentale che il prossimo anno sarà esteso ad altre regioni e ad altre scuole». La sperimentazione, insomma, è destinata ad allargarsi passo dopo passo.
Il primato italiano sulla dispersione scolastica
Sul fronte dell'abbandono, i dati citati raccontano un'Italia che corre più forte dei partner europei. Secondo le cifre presentate dal Ministro, il nostro sistema scolastico oggi vanta un vantaggio concreto nella lotta alla dispersione scolastica. I Paesi superati non sono di secondo piano:
la Germania, spesso presa come modello di efficienza;
l'Olanda e la Danimarca, note per il welfare avanzato;
la Finlandia e l'Estonia, celebri per la qualità delle loro scuole.
Un risultato che, stando alle parole del titolare del Merito, premia le politiche di inclusione rivolte alle nuove generazioni e la capacità di trattenere i ragazzi tra i banchi.
Prospettive concrete per i giovani
Gli investimenti, ha spiegato Valditara, guardano oltre la tecnologia. L'obiettivo è offrire ai ragazzi un percorso solido, sottraendoli al rischio del lavoro nero o della rassegnazione. Il Ministro ha ribadito la volontà di costruire un futuro dignitoso: «Lavoriamo per combattere il lavoro nero e la mancanza di prospettive, per dare ai giovani un futuro che non sia la strada o che non sia il divano». Per Valditara l'Italia ha le carte in regola per guidare il cambiamento a livello internazionale: «Il nostro Paese, nel campo della ricerca ma anche nel campo dell'istruzione, può dare dei punti».
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