Intelligenza Artificiale e amore: il 42% della Gen Z si affida ai chatbot

Un sondaggio rivela come l'algoritmo sia diventato un confidente sentimentale per i giovani, tra richieste di supporto e nuove dinamiche di coppia.

14 febbraio 2026 18:00
Intelligenza Artificiale e amore: il 42% della Gen Z si affida ai chatbot - Un regalo per San Valentino
Un regalo per San Valentino
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In occasione di San Valentino, un'indagine di Skuola.net svela un trend in ascesa: il legame tra Intelligenza Artificiale e amore si rafforza tra i giovani. Il 42% della Generazione Z consulta gli algoritmi per questioni di cuore, ridisegnando i confini dell'affettività digitale.

Il ruolo dell'IA come consulente emotivo e non solo

L'ingresso della tecnologia nelle dinamiche relazionali non è una novità, ma la pervasività dei Large Language Models sta modificando radicalmente l'approccio sentimentale dei nativi digitali. Stando ai dati raccolti su un campione di 1.000 ragazzi tra i 14 e i 25 anni, l'utilizzo di strumenti come ChatGPT, Gemini o applicazioni verticali dedicate al romanticismo non è più un fenomeno di nicchia. Sebbene per il 32% degli intervistati si tratti di un ricorso occasionale dettato dalla curiosità, esiste un significativo 10% che ha eletto l'algoritmo a proprio confidente primario.

Contrariamente a quanto si potrebbe ipotizzare, l'obiettivo principale non è la seduzione. L'idea dell'IA come moderno "Cyrano de Bergerac" è marginale: soltanto il 27% dell'utenza cerca strategie per conquistare un partner o gestire un primo appuntamento, e una percentuale ancora più esigua (5%) delega alla macchina la stesura di poesie o messaggi ad effetto. La vera attrattiva risiede nella funzione di supporto psicologico. Per il 66% degli utenti, il chatbot rappresenta una "valvola di sfogo" sicura dove elaborare delusioni amorose, conflitti di coppia o insicurezze personali, beneficiando di uno spazio percepito come privo di giudizio.

Intelligenza Artificiale e amore: l'illusione dell'empatia

Uno degli aspetti più complessi emersi dalla ricerca riguarda la qualità dell'interazione percepita. La preferenza accordata al software rispetto all'interlocutore umano trova radici nella totale assenza di pregiudizi, fattore determinante per il 51% dei rispondenti, e nella disponibilità h24 (17%). Tuttavia, il dato che merita una riflessione sociologica approfondita è quel 67% di utilizzatori che dichiara di sentirsi compreso dall'IA meglio, o quantomeno allo stesso livello, di quanto avverrebbe con una persona reale.

Siamo di fronte a una manifestazione concreta del cosiddetto Effetto Eliza, un fenomeno psicologico noto per cui l'essere umano tende ad antropomorfizzare le macchine, attribuendo stati d'animo e comprensione profonda a sistemi che si limitano a elaborare calcoli statistici sul linguaggio. Questo meccanismo ha portato un giovane su dieci a sviluppare un attaccamento emotivo verso il software: sebbene la maggioranza (83%) si definisca immune da coinvolgimenti sentimentali con i bit, esiste un 3% che ammette sentimenti intensi e un sorprendente 1% che dichiara di essere impegnato in una relazione esclusiva con un chatbot.

Il confine etico del tradimento virtuale

L'interazione sempre più intima tra Intelligenza Artificiale e amore solleva inevitabilmente questioni etiche sulla fedeltà. Quando il dialogo con la macchina esce dai binari della consulenza per entrare in quelli dell'intimità o del sexting, la percezione della Gen Z si frammenta. Per il 38% del campione, tali interazioni sono equiparabili alla fruizione di contenuti per adulti o narrativa erotica, dunque innocue. Al contrario, il 23% classifica senza esitazione lo scambio "piccante" con l'IA come un tradimento a tutti gli effetti.

Esiste poi una zona grigia: il 22% ritiene che la gravità dipenda dagli accordi presi all'interno della coppia, mentre il 17% assolve l'atto basandosi sulla natura inanimata dell'interlocutore. Nonostante non si prefiguri un'imminente sostituzione dei rapporti umani, l'indagine di Skuola.net evidenzia un cambiamento culturale tangibile: per il 13% dei ragazzi, l'efficienza e la disponibilità dell'IA hanno innalzato gli standard richiesti ai partner in carne e ossa, rendendo le relazioni reali paradossalmente più complesse da gestire.

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