Intelligenza artificiale: l'Italia è penultima in Europa, lo dice l'Istat

L'adozione degli strumenti tecnologici nel nostro Paese resta limitata secondo i dati ISTAT più recenti sulla popolazione.

27 aprile 2026 13:00
Intelligenza artificiale: l'Italia è penultima in Europa, lo dice l'Istat - Istituto Nazione di Statistica
Istituto Nazione di Statistica
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L'uso dell'intelligenza artificiale in Italia mostra un divario preoccupante rispetto alla media europea. Secondo i dati ISTAT del 2025, il ritardo nazionale evidenzia la necessità di una maggiore alfabetizzazione digitale per colmare il gap tecnologico che separa i cittadini dalle nuove frontiere della rete.

Ritardo italiano nell'adozione tecnologica

I dati relativi al 2025 descrivono un panorama complesso: solo il 19,9% degli italiani tra i 16 e i 74 anni ha utilizzato strumenti di intelligenza artificiale generativa nell'ultimo trimestre. Questo valore posiziona l'Italia al penultimo posto nella classifica dell'Unione Europea, superando esclusivamente la Romania. La distanza dalla media UE, attestata al 32,7%, sottolinea una resistenza strutturale nell'integrazione di chatbot e generatori di codice nella quotidianità.

Divario generazionale e di genere nell'uso dell'intelligenza artificiale

L'adozione della tecnologia non è omogenea e si concentra prevalentemente tra i giovanissimi. Nella fascia d'età tra i 14 e i 19 anni, la percentuale di utilizzo sale al 51,2%, per poi decrescere rapidamente con l'aumentare dell'età.

Un dato rilevante riguarda il genere:

  • Tra i 14 e i 19 anni, le ragazze superano i coetanei (53,3% contro 49,1%).

  • Oltre i 25 anni, la tendenza si inverte, con una prevalenza d'uso maschile.

Istruzione e differenze territoriali

Il livello di scolarizzazione rappresenta la variabile più incisiva. I cittadini con un titolo di studio elevato (laureati e diplomati) mostrano un tasso di utilizzo del 32%, che crolla drasticamente al 3,6% tra chi possiede solo la licenza media. Anche la geografia incide sui dati: il Nord Italia guida l'adozione con il 19,7%, mentre il Mezzogiorno si ferma al 14,6%.

Barriere all'uso degli strumenti digitali

Le ragioni del mancato utilizzo non riguardano principalmente la sicurezza dei dati, che preoccupa solo il 5,5% degli intervistati. La barriera principale è di natura culturale e pratica:

  1. Il 59,9% ritiene di non averne bisogno.

  2. Il 21,6% dichiara di non possedere le competenze necessarie per interagire con questi sistemi.

Senza un intervento mirato sull'alfabetizzazione digitale, il rischio è un progressivo isolamento di ampie fasce della popolazione dai benefici produttivi e sociali offerti dall'evoluzione tecnologica.

Il Report Istat

REPORT CITTADINI E ICT 2025

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