Intossicazione alcolica: due 14enni salvate a Manfredonia, il CNDDU chiede più educazione alla responsabilità

A Manfredonia due ragazzine soccorse per intossicazione alcolica: torna urgente l'educazione alla responsabilità dei giovanissimi.

25 luglio 2026 21:45
Intossicazione alcolica: due 14enni salvate a Manfredonia, il CNDDU chiede più educazione alla responsabilità - Ambulanza
Ambulanza
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Nella notte tra il 24 e il 25 luglio, a Manfredonia, due ragazze di quattordici anni hanno rischiato la vita per una grave intossicazione alcolica. A salvarle sono stati una dottoressa e suo figlio diciassettenne, insieme al personale del 118. Un episodio dal lieto fine che riporta al centro il tema della prevenzione e della responsabilità tra i più giovani.

Cosa è successo a Manfredonia

Durante una serata trascorsa con un gruppo di ragazzi più grandi, due quattordicenni hanno accusato un malore improvviso. Una di loro aveva perso conoscenza e rischiava di soffocare a causa del vomito, mentre l'altra mostrava sintomi simili poco distante. L'intervento tempestivo di una dottoressa e del figlio diciassettenne, unito alla professionalità del personale del 118, ha evitato un epilogo drammatico. Il Coordinamento Nazionale Docenti Diritti Umani ha espresso pieno apprezzamento per quel gesto, ricordando quanto conti la prontezza nei momenti di emergenza.

Intossicazione alcolica tra gli adolescenti: un fenomeno in crescita

Il consumo precoce di alcol tra i più giovani è un problema sempre più diffuso. Dietro un caso di intossicazione alcolica non c'è solo una trasgressione occasionale: si intrecciano fragilità educative, bisogno di approvazione nel gruppo dei pari e sottovalutazione dei rischi. A quattordici anni lo sballo viene talvolta vissuto come un rito di socializzazione. Quando questo accade, il problema non riguarda soltanto i ragazzi, ma anche il modello che gli adulti offrono ogni giorno con i loro comportamenti.

Il ruolo della scuola nella prevenzione

La scuola resta uno spazio privilegiato per costruire una cultura della prevenzione e della salute. Non bastano le campagne informative o gli interventi dopo l'emergenza: serve un lavoro continuo e condiviso. Gli obiettivi principali sono:

  • sviluppare il senso critico degli studenti;

  • far comprendere le conseguenze dei propri comportamenti;

  • rafforzare il dialogo educativo con le famiglie.

Solo così i messaggi trasmessi in classe trovano continuità nella vita di tutti i giorni e diventano abitudini reali, capaci di durare nel tempo.

La responsabilità civile secondo il CNDDU

Secondo il CNDDU, la vicenda va ben oltre la cronaca. A colpire non è solo il gesto di chi ha aiutato, ma anche il comportamento di chi è rimasto a guardare senza intervenire. Come ricorda il presidente Romano Pesavento, «Una comunità non si misura dal numero delle persone presenti, ma dalla capacità di assumersi una responsabilità quando qualcuno si trova in una condizione di grave vulnerabilità». L'indifferenza non nasce all'improvviso: è il frutto di un lento processo culturale che serve invertire con una nuova alleanza educativa.

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