La crisi educativa secondo Paolo Crepet nel suo ultimo saggio 2026

Paolo Crepet analizza l'anima nell'era tecnologica affrontando con rigore il tema della genitorialità e della complessa sfida educativa oggi.

20 aprile 2026 10:00
La crisi educativa secondo Paolo Crepet nel suo ultimo saggio 2026 - Paolo Crepet
Paolo Crepet
Condividi

Il celebre psichiatra Paolo Crepet torna a riflettere sulla crisi educativa contemporanea nel suo ultimo saggio. L'opera affronta il tema dell'educazione digitale, evidenziando come la tecnologia stia sostituendo la presenza affettiva dei genitori verso i figli in un contesto sociale sempre più precario.

l'analisi di Paolo Crepet sulla genitorialità

Nel saggio Riprendersi l'anima, l'autore delinea una diagnosi severa: gli adulti hanno abdicato al loro ruolo pedagogico per diventare semplici assistenti tecnologici. Questa metamorfosi è visibile nell'adozione massiccia di dispositivi di monitoraggio che, sebbene venduti come strumenti di cura, spesso mascherano un'assenza emotiva profonda.

Crepet introduce il concetto di "adolescentizzazione genitoriale", ovvero l'incapacità degli adulti di esercitare un'autorevolezza sana. L'ipercontrollo tecnologico sostituisce l'ascolto, trasformando i figli in soggetti fragili e privi di autonomia, incapaci di compiere anche i gesti più elementari senza la mediazione dell'adulto.

il silenzio dei giovani e la scuola

Il libro esamina il distacco tra le nuove generazioni e le istituzioni. Un esempio emblematico è il silenzio scelto da molti studenti durante gli esami di Stato, interpretato come una protesta contro la meritocrazia. Crepet mette in luce una contraddizione sistemica: i giovani rifiutano la valutazione scolastica ma, contemporaneamente, vivono in funzione del giudizio costante espresso tramite i social network.

Parallelamente, viene criticata una scuola che spesso si limita a giudicare senza comprendere. Attraverso la vicenda di studenti rifugiati o in difficoltà, l'autore sottolinea come un sistema educativo che non apprezza la differenza finisca inevitabilmente per insegnare l'indifferenza, fallendo nella sua missione primaria di inclusione e ascolto.

entusiasmo e disciplina come soluzioni

Nonostante il quadro critico, la visione di Paolo Crepet offre prospettive di rinascita basate su due pilastri fondamentali:

  • L'entusiasmo: inteso nella sua accezione etimologica di "divinità interiore", che nasce dalla mancanza e dal desiderio, non dall'appagamento materiale.

  • La disciplina: concepita non come una costrizione, ma come una scommessa con se stessi per superare i propri limiti.

L'autore invita a riscoprire modelli educativi che valorizzino la creatività e l'impegno individuale, citando figure che hanno fatto della dedizione la propria forza. La sfida finale è quella di recuperare una presenza reale e uno sguardo autentico verso le nuove generazioni.

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail