La preparazione scolastica in Italia: l'allarme dei docenti

Un recente dibattito riapre la discussione sulle competenze degli studenti delle scuole superiori e sulle falle del sistema educativo.

22 febbraio 2026 19:00
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Il livello della preparazione scolastica in Italia è al centro di un acceso e preoccupato dibattito tra i professionisti dell'istruzione. Recenti testimonianze dirette da parte dei docenti evidenziano una grave carenza nelle competenze degli studenti, portando alla luce lacune strutturali evidenti già dai primi anni delle scuole superiori. Questo fenomeno, che si ripercuote anche nel mondo del lavoro, solleva interrogativi urgenti sull'efficacia dell'attuale modello educativo e sulla necessità di riforme mirate.

Il calo delle competenze base tra gli adolescenti

Le testimonianze di vari insegnanti delle scuole secondarie di secondo grado delineano un quadro complesso. Molti docenti segnalano che ragazzi di quindici o sedici anni mostrano palesi difficoltà nella comprensione di concetti logici basilari, come la distinzione tra numeri pari e dispari, o nozioni elementari come l'alfabeto.

Questo divario formativo si traduce in un drastico rallentamento dei programmi. I professori si trovano spesso costretti a somministrare materiali e verifiche un tempo destinati alle scuole primarie. Inoltre, la differenza di livello all'interno di una singola classe risulta oggi molto più ampia rispetto al passato, rendendo estremamente complessa la gestione quotidiana della didattica.

I fattori alla base delle lacune formative

Gli esperti individuano diverse criticità strutturali che alimentano il degrado del sistema scolastico italiano. La tendenza a favorire una promozione generalizzata e l'abbassamento degli standard valutativi sembrano giocare un ruolo cruciale in questa dinamica.

I principali elementi che contribuiscono al problema includono:

  • Eccesso di inclusività senza supporto: Il passaggio a un modello che punta a evitare le bocciature ha talvolta sacrificato il merito e la solidità reale dell'apprendimento.

  • Difficoltà non diagnosticate: La presenza di disturbi specifici dell'apprendimento non certificati formalmente dalle famiglie impedisce ai docenti di applicare piani di studio mirati.

  • Impatto tecnologico: L'uso prolungato e precoce di smartphone e tablet ha compromesso i livelli di attenzione e le capacità di ragionamento astratto dei giovani.

  • Classi sovraffollate: Un numero eccessivo di iscritti per aula (spesso con diverse necessità educative speciali) riduce drasticamente il tempo che l'insegnante può dedicare al singolo studente.

Prospettive per migliorare la preparazione scolastica

Per invertire questa tendenza negativa, gli addetti ai lavori suggeriscono un ripensamento profondo delle dinamiche educative. Il problema non si limita infatti alle aule: anche il mondo aziendale lamenta l'assunzione di giovani diplomati privi di competenze logico-matematiche di base.

Le proposte di intervento spaziano dalla riduzione del numero degli alunni a un massimo di venti per classe, fino al ripristino di criteri di valutazione più selettivi e rigorosi, per restituire autorevolezza e valore reale al diploma di maturità.

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