L'educazione sentimentale contro l'atrofia emotiva: l'analisi di Galimberti

Come l'eccesso di stimoli e il dominio della tecnica spengono il desiderio nei ragazzi. L'urgenza di una reale educazione sentimentale a scuola.

20 febbraio 2026 12:00
L'educazione sentimentale contro l'atrofia emotiva: l'analisi di Galimberti - Umberto Galimberti
Umberto Galimberti
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Il filosofo Umberto Galimberti lancia l'allarme sull'incapacità delle nuove generazioni di provare empatia. Una disamina profonda che individua nell'educazione sentimentale l'unico argine contro un'apatia dilagante, generata dalla perenne iperstimolazione e dall'abuso della tecnologia.

L'assenza di empatia e la scomparsa della risonanza interiore

Le analisi di Umberto Galimberti delineano un quadro sociologico critico sulle dinamiche cognitive giovanili. Osservando le reazioni impassibili di alcuni adolescenti coinvolti in gravi fatti di cronaca nera, l'accademico evidenzia una spaventosa indifferenza. Questo preoccupante distacco emotivo, definito come un vero e proprio "momento psicopatico", coincide con l'incapacità di valutare il peso e la gravità delle proprie azioni. Non si tratta di una patologia clinica diffusa, bensì della spia di una profonda atrofia della sensibilità interiore, dove il confine tra un gioco e un delitto appare drammaticamente sfocato.

Iperstimolazione infantile e l'annientamento della creatività

Una causa primaria di tale deriva psicologica risiede nella saturazione cognitiva vissuta fin dalla prima infanzia. I bambini di oggi crescono sommersi da un surplus di oggetti e attività programmate che elimina la preziosa noia, storicamente riconosciuta come il motore primario della creatività umana. Galimberti sottolinea che soffocare sistematicamente questo spazio vuoto non produce benessere, ma genera latente angoscia. Invocando le teorie di Gilles Deleuze, il filosofo ricorda che spegnere precocemente il desiderio trasformativo spinge i ragazzi verso rifugi anestetizzanti, come l'abuso di sostanze, spingendoli a percepire il proprio futuro come un baratro inesplorabile.

Paradosso tecnologico e isolamento della psiche giovanile

L'impatto invadente dei moderni ecosistemi digitali finisce per aggravare questo isolamento percettivo. Pur essendo costantemente bombardati da tragedie globali attraverso i media e i social network, i giovani sviluppano un cinico distacco, reagendo emotivamente solo a ciò che lambisce la loro sfera strettamente personale. Rifacendosi alle tesi di Günther Anders, emerge un monito pedagogico severo: l'asservimento quotidiano ai dispositivi elettronici plasma un'intelligenza "convergente", rigidamente inquadrata dagli algoritmi. Questa dinamica mortifica il pensiero critico e divergente, intrappolando le nuove generazioni all'interno di una sterile bolla virtuale.

L'urgenza di un'educazione sentimentale nelle aule scolastiche

Per arginare questa crisi antropologica, le istituzioni formative sono chiamate a un cambio di paradigma, promuovendo una strutturata educazione sentimentale. Le pulsioni biologiche sono innate, ma la capacità di riconoscere e gestire i sentimenti si assimila esclusivamente studiando la grande letteratura, l'arte, i miti e la cultura umanistica. Un'istruzione meramente tecnica, priva di substrato empatico, rischia di forgiare individui altamente funzionali per il mercato, ma interiormente desertificati. Insegnare a decodificare il panorama delle emozioni diventa quindi essenziale per valorizzare la spinta vitale della gioventù e frenare il progressivo inaridimento della società contemporanea.

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