Legge 104/92 e mobilità docenti, CNDDU: 'Servono più controlli'

CNDDU chiede un monitoraggio sulla Legge 104/92 nella mobilità per evitare abusi e garantire equità e trasparenza a tutti i docenti.

A cura di Scuolalink Scuolalink
06 febbraio 2026 19:30
Legge 104/92 e mobilità docenti, CNDDU: 'Servono più controlli' - Agevolazzioni fiscali Legge 104
Agevolazzioni fiscali Legge 104
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Legge 104/92 e mobilità del personale docente: tra tutela dei diritti e derive opportunistiche. Necessario un monitoraggio trasparente e strutturale

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani esprime forte preoccupazione per le distorsioni applicative che, negli ultimi anni, stanno emergendo nell’utilizzo della Legge 104/92 nell’ambito della mobilità del personale docente.

La Legge 104/92 rappresenta uno strumento fondamentale di civiltà giuridica, nato per garantire assistenza, dignità e inclusione alle persone con disabilità e ai loro familiari. È una conquista sociale che affonda le radici nei principi costituzionali di solidarietà e tutela dei soggetti fragili. Proprio per questo motivo, ogni utilizzo improprio o strumentale non costituisce soltanto una violazione procedurale, ma mina la credibilità di un presidio normativo essenziale per la tutela dei diritti umani.

Da segnalazioni ricevute relative alle procedure di mobilità emergono dinamiche che meritano un approfondimento rigoroso: il beneficio previsto dalla Legge 104/92 risulta talvolta determinante per ottenere trasferimenti o assegnazioni provvisorie, anche attraverso una “circolazione” della titolarità tra parenti, con un impatto diretto sulle graduatorie e sull’ordine di precedenza. Non sfugge come, in numerosi casi, l’anno successivo il soggetto che aveva dato titolo al beneficio risulti non più destinatario delle misure previste, sollevando interrogativi sulla stabilità e sulla coerenza delle certificazioni presentate.

In un contesto caratterizzato dall’elevato costo della vita e dalle crescenti difficoltà economiche, è comprensibile il desiderio di rientrare nei propri luoghi di residenza. Tuttavia, quando il ricorso alla Legge 104/92 diventa di fatto uno strumento per anticipare il rientro rispetto a colleghi che hanno accumulato punteggi elevati attraverso anni di servizio, spesso svolto in sedi lontanissime dalla propria città, si crea una frattura nel principio di equità che regge l’intero sistema della mobilità.

Non si tratta di contrapporre diritti, né di mettere in discussione l’impianto della Legge 104/92, ma di riaffermarne la natura autentica: tutela dei bisogni reali, non scorciatoia amministrativa. Ogni abuso finisce per colpire proprio chi quella legge la vive come necessità quotidiana e non come opportunità strategica.

Per tali ragioni, il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani rivolge un appello al Ministro dell’Istruzione e del Merito affinché venga avviato:

  • un monitoraggio nazionale sui beneficiari della Legge 104/92 che hanno usufruito delle precedenze nelle fasi di mobilità;

  • una verifica puntuale sulla permanenza dei requisiti nei casi in cui il beneficio abbia inciso sull’assegnazione di sede;

  • un’analisi comparativa dei dati relativi agli ultimi anni, al fine di individuare eventuali anomalie sistemiche.

Chiediamo trasparenza, tracciabilità e controlli omogenei su tutto il territorio nazionale, non in un’ottica punitiva, ma come garanzia di giustizia amministrativa e di tutela dei diritti autentici.

La scuola italiana ha bisogno di regole chiare, applicate con rigore e rispetto. La credibilità delle istituzioni si misura anche nella capacità di prevenire abusi e di salvaguardare chi, con sacrificio e dedizione, costruisce ogni giorno il proprio percorso professionale lontano da casa.

Difendere la Legge 104/92 significa proteggerla da utilizzi impropri. Difendere l’equità nella mobilità significa garantire pari dignità a tutti i docenti.

Il Coordinamento resta disponibile a un confronto istituzionale costruttivo e auspica l’apertura di un tavolo tecnico che coinvolga amministrazione, rappresentanze sindacali e associazioni impegnate nella tutela dei diritti delle persone con disabilità, affinché si possa coniugare rigore, solidarietà e giustizia.

prof. Romano Pesavento, presidente CNDDU

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