Libri di testo: stanziati 139 milioni per le famiglie meno abbienti
Il Ministero assegna le risorse per l'acquisto dei libri di testo per l'anno scolastico 2026/2027 a supporto del diritto allo studio.
Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha ufficializzato il trasferimento di risorse fondamentali per sostenere le famiglie nell'acquisto dei libri di testo per la stagione scolastica 2026/2027. L'intervento, finalizzato a tutelare il diritto allo studio, prevede una distribuzione capillare di fondi gestita dalle singole amministrazioni regionali attraverso il parametro ISEE. Attraverso il decreto direttoriale n. 452 del 19 marzo 2026, lo Stato conferma l'impegno verso la scuola dell'obbligo e superiore.
Ripartizione delle risorse ministeriali
Il provvedimento ha sbloccato una somma complessiva di 139 milioni di euro. Tale ammontare è composto da una base di 136 milioni, stabilita dalla normativa del 2012, a cui si aggiunge una componente integrativa di 3 milioni di euro. Questi capitali verranno accreditati direttamente sui conti di tesoreria delle Regioni, che avranno il compito di distribuire i contributi per i libri di testo sul territorio.
Beneficiari dei contributi per i libri di testo
Il supporto economico non è universale, ma è mirato a garantire l'equità sociale. I destinatari sono gli studenti della scuola dell'obbligo e della secondaria di secondo grado. Il requisito fondamentale per l'accesso ai fondi è l'appartenenza a un nucleo familiare con difficoltà economiche, certificate generalmente tramite l'indicatore ISEE. L'obiettivo è abbattere le barriere economiche che potrebbero ostacolare il percorso formativo dei giovani.
Ruolo delle regioni nella gestione dei fondi
Sebbene i fondi siano stanziati a livello centrale, la gestione operativa ricade interamente sulle amministrazioni regionali. Ogni ente deve pubblicare specifici bandi indicando:
Le soglie massime di reddito ISEE per l'accesso.
Le procedure per la presentazione delle domande.
Le scadenze entro cui richiedere il rimborso o il voucher.
Le tabelle allegate al decreto ministeriale definiscono già la quota esatta spettante a ogni territorio, garantendo una pianificazione tempestiva per il prossimo anno scolastico.