Licenziamento collaboratrice scolastica a Caivano: tante assenze e falsi congedi
La Corte d'Appello di Napoli convalida il licenziamento della collaboratrice scolastica per assenze ingiustificate e uso improprio dei congedi.
La recente sentenza della Corte d'Appello di Napoli ha confermato definitivamente il licenziamento collaboratrice scolastica coinvolta in un caso di assenze ingiustificate. Il provvedimento disciplinare nasce dalla presentazione di certificati medici in ritardo e dalla fruizione indebita di permessi per l'assistenza ai parenti, comportamenti ritenuti incompatibili con il rapporto di fiducia lavorativo.
I motivi del licenziamento collaboratrice scolastica
La decisione giudiziaria pone fine a una vicenda complessa che ha visto protagonista un'operatrice scolastica precedentemente in servizio presso il liceo "Boccioni" di Milano e successivamente trasferita a Caivano. Le contestazioni formali riguardano la sistematica violazione delle norme contrattuali relative alla giustificazione delle assenze.
In particolare, l'amministrazione ha rilevato la presentazione oltre i termini di legge di almeno un certificato medico e l'utilizzo di congedi per l'assistenza a familiari malati senza il possesso dei requisiti normativi previsti. Questi elementi hanno spinto le autorità scolastiche a procedere con la risoluzione del rapporto di lavoro, misura ora ritenuta legittima dai giudici di secondo grado.
Dal caso mediatico alle contestazioni disciplinari
Il profilo della donna era già noto alle cronache per aver dichiarato pubblicamente di affrontare quotidianamente una trasferta di 800 chilometri tra Napoli e Milano per raggiungere il posto di lavoro. Tuttavia, le indagini successive e il monitoraggio delle presenze hanno sollevato forti dubbi sulla veridicità di tali spostamenti, rivelando invece un uso prolungato dell'istituto della malattia.
La situazione si è ulteriormente aggravata con il trasferimento provvisorio presso l'istituto "Morano" di Caivano. In questa sede, la condotta della dipendente è sfociata in procedimenti giudiziari di natura penale, inclusa un'accusa di stalking ai danni della dirigente scolastica Eugenia Carfora. Tali episodi, pur paralleli all'iter disciplinare, hanno delineato un quadro di grave insubordinazione e instabilità professionale.
La decisione della Corte d'appello di Napoli
Il tribunale ha respinto il ricorso presentato dalla lavoratrice, confermando quanto già stabilito nella sentenza di primo grado. La Corte d'Appello di Napoli ha ravvisato nella condotta della dipendente una violazione dei doveri fondamentali di correttezza e diligenza.
Le assenze ingiustificate e la gestione negligente della documentazione sanitaria non sono state considerate semplici mancanze formali, ma infrazioni gravi tali da giustificare la massima sanzione espulsiva. Il verdetto ribadisce il rigore necessario nella gestione del personale della pubblica amministrazione, specialmente in contesti delicati come quello scolastico.