Liceo classico e ascensore sociale: la scuola italiana resta divisa per origine familiare

Il liceo classico concentra sempre più figli di laureati, mentre tecnici e professionali restano legati al profilo sociale delle famiglie.

15 giugno 2026 13:00
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Il liceo classico torna al centro del dibattito sulla mobilità sociale nella scuola italiana. I dati Almadiploma 2025, confrontati con quelli del 2009, mostrano un Paese più istruito ma non più equo nelle scelte scolastiche. In vent’anni i laureati adulti sono aumentati in modo significativo, eppure questo progresso non ha ridotto le distanze tra studenti. I percorsi più prestigiosi continuano ad attirare soprattutto chi proviene da famiglie con maggiore capitale culturale, mentre gli indirizzi tecnici e professionali accolgono più spesso ragazzi con genitori meno istruiti. Il risultato è una scuola che cambia nei numeri, ma non nei suoi meccanismi profondi di selezione, orientamento e disuguaglianza.

Liceo classico sempre più legato alle famiglie laureate

Nel 2009, al liceo classico, circa quattro studenti su dieci avevano almeno un genitore laureato. Nel 2025 la quota è salita al 74,7%, cioè quasi tre su quattro. Il dato sembra indicare una crescita dell’esclusività, ma va letto insieme all’aumento generale dei laureati nella popolazione. Nel campione Almadiploma, infatti, i genitori laureati sono passati dal 19,2% al 38,2%. Il problema è che il divario non si è ridotto: al contrario, la distanza tra classico e media del sistema è cresciuta. Le famiglie più istruite continuano a scegliere soprattutto classico, scientifico e percorsi percepiti come più forti per l’università, mentre quelle meno istruite restano orientate verso indirizzi considerati più pratici.

Dove si concentrano gli studenti meno favoriti

Il liceo delle Scienze umane appare come il percorso liceale più accessibile dal punto di vista sociale. Qui i genitori laureati sono il 33,5%, una quota più bassa rispetto agli altri licei, mentre è maggiore la presenza di studenti provenienti da famiglie con lavori esecutivi o impiegatizi. Lo scientifico tradizionale resta invece molto selettivo, con il 62,4% di genitori laureati, e l’opzione europea o internazionale arriva al 66,7%, creando una sorta di élite dentro l’élite. Il linguistico, con il 39,3%, si colloca vicino alla media e raccoglie una popolazione più eterogenea, confermando che non tutti i licei hanno lo stesso peso sociale.

Tecnici e professionali tra cambiamento e vecchie barriere

Negli istituti tecnici emergono segnali diversi. L’ex commerciale vede crescere i genitori laureati al 22,6%, ma resta legato al ceto medio impiegatizio. L’agrario cambia volto: l’interesse per biologico, agroalimentare e agricoltura di qualità ha attirato famiglie più istruite e studenti da classi sociali più elevate. Informatica e telecomunicazioni intercettano invece il valore attribuito alle competenze digitali, avvicinando ceti medio-alti. Nei professionali, però, il divario resta forte: alcuni indirizzi creativi o legati all’enogastronomia sono diventati più misti, mentre manutenzione, assistenza e servizi commerciali restano destinazioni frequenti per chi parte da condizioni familiari più fragili.

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