Liceo Linguistico a Roma: scatta l'interrogazione per l'arabo nel curriculum

Il deputato leghista Rossano Sasso indaga sui legami tra la scuola e il gruppo MuRo27, temendo presunte influenze ideologiche.

14 gennaio 2026 18:00
Liceo Linguistico a Roma: scatta l'interrogazione per l'arabo nel curriculum - Rossano Sasso
Rossano Sasso
Condividi

L'introduzione della lingua araba come materia curriculare in un Liceo linguistico di Roma accende il dibattito politico. Il deputato leghista Rossano Sasso ha annunciato un'azione formale per escludere condizionamenti da parte di gruppi confessionali nelle scelte didattiche della scuola pubblica.

La nuova offerta formativa dell'istituto capitolino

L’impianto didattico di un noto Liceo linguistico di Roma subisce una significativa evoluzione, integrando opzioni di studio focalizzate su idiomi extra-europei. Nel nuovo piano di studi approvato dall'istituto, gli alunni avranno la facoltà di selezionare l'arabo come terza lingua straniera, in alternativa al cinese, affiancandolo ai pilastri tradizionali dell'istruzione liceale. Stando alle indiscrezioni riportate dalla stampa, questa decisione rappresenta un caso unico nel panorama scolastico della Capitale, equiparando lo studio di tali culture a discipline classiche e fondamentali quali la storia, la letteratura e la filosofia.

Il ruolo del movimento MuRo27 nella diffusione della notizia

La divulgazione della novità non è rimasta confinata alle circolari scolastiche, ma ha trovato ampia cassa di risonanza attraverso il gruppo “MuRo27” (Musulmani per Roma 2027). Questa formazione, attualmente impegnata in una campagna di posizionamento in vista delle future elezioni amministrative, ha promosso l'iniziativa scolastica interpretandola come un passo avanti per le istanze legate alla propria identità religiosa. Proprio la paternità della divulgazione e il tempismo dell'annuncio hanno sollevato immediati interrogativi sulla natura della decisione dell'istituto, attirando l'attenzione delle istituzioni politiche nazionali sui potenziali legami tra l'ente educativo e l'organizzazione confessionale.

I dubbi di Sasso sulla genesi del corso di arabo

A guidare la richiesta di chiarimenti è Rossano Sasso, deputato della Lega e capogruppo in commissione Scienza, Cultura e Istruzione. Il parlamentare ha manifestato una ferma opposizione verso qualsiasi potenziale ingerenza esterna nella gestione della scuola pubblica, esprimendo forti perplessità sulle motivazioni alla base della scelta. Secondo l'esponente del Carroccio, è fondamentale discernere se l'introduzione dell'insegnamento risponda a pure esigenze pedagogiche e culturali o se, al contrario, sia il frutto di pressioni dirette esercitate da un movimento politico-religioso specifico.

Annunciata un'interrogazione parlamentare urgente

Per dirimere la questione in sede istituzionale, l'onorevole ha confermato la presentazione di un'interrogazione parlamentare. L'obiettivo dell'atto ispettivo è tracciare con precisione l'iter burocratico che ha portato alla delibera del collegio docenti. Sasso ha dichiarato esplicitamente di voler indagare "da chi sia partita tale proposta", temendo uno scenario di "islamizzazione" della società qualora venisse confermato che l'istanza di un partito islamico sia stata recepita acriticamente da un istituto statale.

Ecco i punti chiave della vicenda che saranno oggetto di verifica:

  • Origine della proposta: Chi ha suggerito l'inserimento dell'arabo nel piano di studi.

  • Ruolo di MuRo27: Eventuali contatti tra la dirigenza scolastica e il gruppo politico.

  • Autonomia scolastica: Verifica del rispetto dei principi di laicità e indipendenza dell'istituto.

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail