Mancata vigilanza a scuola: il Ministero dovrà risarcire la famiglia per l'infortunio del figlio durante la ricreazione

Una sentenza di Lecce condanna l'amministrazione per la mancata vigilanza a scuola durante l'intervallo a causa dell'assenza della bidella.

12 maggio 2026 13:00
Mancata vigilanza a scuola: il Ministero dovrà risarcire la famiglia per l'infortunio del figlio durante la ricreazione -
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La tutela dell'integrità fisica degli studenti all'interno degli istituti rappresenta un obbligo primario per l'amministrazione pubblica. Tuttavia, quando la vigilanza a scuola non viene esercitata con il dovuto rigore, le conseguenze legali possono tradursi in pesanti sanzioni pecuniarie. Un recente provvedimento giudiziario ha messo in luce le criticità organizzative che possono emergere durante i momenti di pausa, ribadendo la responsabilità delle istituzioni nel garantire un ambiente protetto per i minori.

L'incidente nel corridoio durante la ricreazione

La vicenda ha avuto origine nell'ottobre del 2022 presso un istituto primario, dove un alunno di dieci anni è stato travolto da un compagno mentre si accingeva a uscire dall'aula. L'impatto, avvenuto in uno spazio comune, ha causato al bambino lesioni dentali e una profonda ferita al sopracciglio, rendendo necessari interventi medici immediati. La giurisprudenza consolidata evidenzia come la ricreazione costituisca una fase della giornata scolastica particolarmente complessa, in cui la vigilanza a scuola deve essere massima. In questo contesto, il tribunale ha rilevato che la circolazione degli alunni nei corridoi non è stata gestita con le precauzioni necessarie per evitare collisioni violente tra i piccoli studenti.

Assenza del personale e carenze nella vigilanza a scuola

Un fattore determinante per la decisione del magistrato è stata la condotta del personale ausiliario incaricato della sorveglianza. Durante il procedimento, una collaboratrice scolastica ha ammesso di non essere stata presente nella postazione assegnata, situata in prossimità dei servizi igienici, poiché impegnata a utilizzare un fotocopiatore nell'atrio dell'edificio. Tale omissione di controllo ha lasciato scoperti punti nevralgici dell'istituto proprio nel momento di maggiore affollamento. Oltre alla posizione della bidella, è stata riscontrata una carenza di supervisione da parte delle docenti, configurando una chiara responsabilità civile dell'istituzione. Il personale avrebbe dovuto monitorare i comportamenti degli alunni, impedendo corse pericolose che possono sfociare in infortuni.

La prevedibilità del danno e il calcolo del risarcimento

La difesa erariale ha tentato di inquadrare l'accaduto come un caso fortuito, ma il giudice ha respinto tale interpretazione, sottolineando che l'esuberanza dei bambini è un elemento prevedibile. Di conseguenza, è compito della scuola predisporre misure cautelari idonee a contenere tali rischi naturali. Al termine dell'istruttoria, basata su perizie medico-legali, è stato stabilito un indennizzo economico di circa 3.500 euro a favore della famiglia, a cui si sono sommate le spese per l'assistenza legale. Questa sentenza conferma che il Ministero dell'Istruzione è tenuto a rispondere dei danni subiti dagli studenti ogni volta che l'organizzazione interna non assicura una sorveglianza costante ed efficace.

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