Maturità 2026: pubblici i voti degli scritti prima dell'orale, il punto del MIM

Il Ministero chiarisce: esiti noti due giorni prima del colloquio. Nessuna modifica alla procedura per garantire la massima trasparenza agli studenti.

17 febbraio 2026 10:30
Maturità 2026: pubblici i voti degli scritti prima dell'orale, il punto del MIM - Esami di Maturita
Esami di Maturita
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In vista della Maturità 2026, arriva la conferma ufficiale: i risultati delle prove scritte saranno visibili prima del colloquio. Flaminia Giorda del Ministero smentisce le voci su possibili modifiche, ribadendo la centralità della trasparenza per consentire ai candidati di autovalutarsi.

Chiarezza definitiva sulla pubblicazione degli esiti per la Maturità 2026

Nonostante il rincorrersi di voci di corridoio tra i corridoi degli istituti superiori e i forum studenteschi, la procedura di svelamento dei voti per l'Esame di Stato non subirà variazioni strutturali. A fugare ogni dubbio è intervenuta direttamente Flaminia Giorda, Coordinatrice Nazionale della Segreteria Tecnica del Corpo Ispettivo del Ministero dell’Istruzione e del Merito. Durante il recente convegno "Verso la nuova maturità", tenutosi a Roma il 12 febbraio, l'esponente del MIM ha risposto puntualmente alle perplessità sollevate dalla platea scolastica.

Sebbene durante l'iter di conversione del Decreto Legge n. 127/2025 nella Legge 30 ottobre 2025, n. 164 fosse emersa una riflessione tecnica sull'opportunità di posticipare la pubblicazione dei risultati, tale ipotesi è stata scartata nel testo definitivo. Pertanto, la prassi rimane consolidata: i quadri con i punteggi degli scritti saranno affissi e resi disponibili esattamente due giorni prima dell'inizio delle sessioni orali. Una decisione che conferma la volontà istituzionale di non alterare gli equilibri psicologici e organizzativi dei maturandi.

Punteggi, crediti e il nuovo bonus: l'architettura dell'Esame

La struttura valutativa dell'esame conclusivo del secondo ciclo di istruzione mantiene il suo assetto matematico, fondato sulla somma tra il percorso storico dello studente e le performance delle giornate d'esame. Il punteggio finale in centesimi sarà così ripartito: un massimo di 40 punti derivanti dal credito scolastico accumulato nel triennio e fino a 60 punti ottenibili dalle tre prove d'esame (20 punti per la prima prova, 20 per la seconda e 20 per il colloquio orale).

La vera novità introdotta dalla recente riforma legislativa riguarda il meccanismo di attribuzione della lode e dell'eccellenza. Il cosiddetto bonus – quello strumento che la commissione d'esame può utilizzare a propria discrezione – subisce una stretta meritocratica. I commissari potranno integrare il voto finale fino a un massimo di tre punti, ma questa facoltà sarà esercitabile esclusivamente se il candidato avrà raggiunto una soglia minima di 90 punti complessivi, sommando credito e prove. Si tratta di un sistema pensato per valorizzare chi ha mantenuto un rendimento altissimo e costante.

La ratio della norma: trasparenza strategica per il colloquio

La conferma della pubblicazione anticipata dei voti scritti rispetto al colloquio orale non è un mero dettaglio burocratico, ma risponde a una precisa logica pedagogica di responsabilizzazione. Conoscere il proprio "pacchetto voti" prima di sedersi davanti alla commissione permette allo studente di calibrare la propria performance finale.

Se gli scritti non hanno brillato, il candidato è consapevole di dover massimizzare l'impegno durante l'interrogazione multidisciplinare per recuperare terreno; viceversa, un punteggio elevato può conferire maggiore serenità. È prevalsa, dunque, la linea della trasparenza totale: lo studente è reso partecipe del processo valutativo in itinere, evitando l'effetto sorpresa al momento dell'uscita dei quadri finali.

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