Metal detector a scuola, Frassinetti: 'Solo su richiesta dei Presidi in accordo con i Prefetti'

La Sottosegretaria Frassinetti conferma l'uso dei dispositivi solo su richiesta dei presidi in accordo con le Prefetture per garantire tutela.

18 gennaio 2026 17:15
Metal detector a scuola, Frassinetti: 'Solo su richiesta dei Presidi in accordo con i Prefetti' - Paola Frassinetti
Paola Frassinetti
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Il dibattito sull'introduzione dei metal detector a scuola si accende, ma l'Esecutivo rassicura: nessuna militarizzazione. La Sottosegretaria Paola Frassinetti chiarisce che l'installazione avverrà solo in contesti critici, su specifica decisione dei dirigenti, affiancando misure di controllo a percorsi educativi e mirato supporto psicologico.

Sicurezza e metal detector: il ruolo chiave dei dirigenti scolastici

Le recenti polemiche sollevate dall'opposizione in merito ai protocolli di sicurezza negli istituti sono state respinte dalla Sottosegretaria all'Istruzione e al Merito, che ha bollato come strumentali le critiche ricevute. La strategia delineata dal Ministro Valditara non prevede un'applicazione generalizzata dei controlli, bensì un approccio chirurgico e ragionato. Non si tratta di trasformare i luoghi del sapere in bunker, ma di attivare strumenti di difesa esclusivamente laddove sussistano rischi concreti. La responsabilità della scelta ricade sul dirigente scolastico: essendo la figura più vicina alle dinamiche territoriali e interne all'istituto, spetta a lui valutare la necessità di tali dispositivi. L'eventuale installazione, peraltro, non è un atto unilaterale ma frutto di una concertazione con la Prefettura, garantendo che la tecnologia intervenga solo a supporto di effettive esigenze di incolumità pubblica.

Dalla condotta alle norme anti-bullismo: le nuove tutele

L'adozione di sistemi di rilevazione metallica rappresenta soltanto un tassello di una riforma ben più ampia, volta a ripristinare l'autorevolezza del sistema educativo. Al centro delle nuove linee guida ministeriali si colloca l'educazione civica, intesa come veicolo primario per la cultura del rispetto. Per arginare le derive comportamentali più gravi, il Ministero ha implementato una serie di provvedimenti normativi e disciplinari atti a proteggere sia gli studenti che il corpo docente:

  • Reintroduzione del voto in condotta per responsabilizzare gli alunni sul proprio comportamento.

  • Inasprimento delle sanzioni penali per chi commette atti di violenza contro il personale scolastico.

  • Nuovi strumenti legislativi per il contrasto efficace al bullismo e al cyberbullismo.

  • Maggiore autonomia agli istituti nell'individuazione e gestione delle prevaricazioni.

Queste misure mirano a costruire un argine legale ed etico contro le aggressioni, fornendo alle scuole poteri d'intervento più incisivi rispetto al passato.

Prevenzione, formazione docenti e supporto degli psicologi

La repressione e il controllo, tuttavia, non esauriscono l'azione governativa, che pone l'accento sulla prevenzione e sulla gestione delle fragilità giovanili. La Sottosegretaria Frassinetti ha evidenziato come l'uso distorto dei social network esponga spesso ragazzi e ragazze a vulnerabilità che richiedono un approccio empatico e professionale. In quest'ottica, la formazione dei docenti diventa cruciale per fornire agli insegnanti le competenze necessarie a dialogare con studenti in difficoltà. Parallelamente, si rafforza la presenza degli psicologi all'interno delle strutture scolastiche, figure indispensabili per disinnescare situazioni complesse prima che degenerino. L'obiettivo dichiarato non è alimentare lo scontro politico, ma applicare con senso di responsabilità gli strumenti più idonei per tutelare le nuove generazioni.

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