Minore lasciato a piedi: revocata la sospensione per l'autista del bus, ma avrà nuove mansioni

Salvatore Russotto torna in servizio ma non alla guida. Accolta la richiesta di cambio ruolo per l'autista bus dopo le polemiche sul caso del minore.

18 febbraio 2026 15:00
Minore lasciato a piedi: revocata la sospensione per l'autista del bus, ma avrà nuove mansioni - Alunno cammina durante una nevicata
Alunno cammina durante una nevicata
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Si conclude con un reintegro la vicenda dell'autista bus accusato di aver fatto scendere un undicenne. Salvatore Russotto torna al lavoro ma con mansioni diverse: turbato dal clamore mediatico e vicino alla pensione, non se la sente di guidare. L'azienda ha accolto la richiesta dopo le verifiche.

La decisione aziendale sul futuro dell'autista bus

L'iter disciplinare che ha coinvolto Salvatore Russotto, il conducente al centro delle recenti cronache per l'episodio del bambino lasciato a terra in una giornata di neve, ha raggiunto il suo epilogo formale. I vertici della società di trasporto pubblico hanno optato per la revoca della sospensione dal servizio, permettendo al dipendente di rientrare nell'organico. Non si tratterà, tuttavia, di un ritorno al volante. Durante il confronto tra le parti, è emersa una chiara difficoltà emotiva da parte del lavoratore: la pressione derivante dall'esposizione mediatica ha lasciato il segno, rendendo l'idea di condurre nuovamente un mezzo pubblico fonte di profondo turbamento.

L'azienda, preso atto della situazione e d'intesa con il lavoratore, ha proposto inizialmente un trasferimento geografico, ipotesi scartata a favore di una ricollocazione funzionale. Russotto, a cui manca un solo anno per raggiungere la pensione, svolgerà un incarico interno, lontano dal contatto diretto con l'utenza e dalla responsabilità della guida. Sulla natura specifica della nuova mansione vige il massimo riserbo per tutelare la privacy del dipendente, ma è confermato che si tratta di un ruolo operativo di supporto.

La ricostruzione dei fatti e la memoria difensiva

A determinare la svolta nel procedimento è stata la presentazione di una memoria difensiva dettagliata, supportata dal lavoro dei delegati della Cgil che hanno assistito il sessantenne. La narrazione dei fatti fornita da Russotto divergeva dall'accusa iniziale di aver "cacciato" il minore. Secondo la versione fornita e vagliata dagli organi di controllo interni, l'autista bus si sarebbe limitato a segnalare l'irregolarità del titolo di viaggio, prospettando la necessità di acquistare un biglietto a bordo dal costo maggiorato di 10 euro.

A quel punto, sarebbe stato l'undicenne a decidere autonomamente di scendere dal mezzo, forse spaventato dalla sanzione o sprovvisto della somma necessaria. Un elemento cruciale per la chiusura del caso è stato l'esame delle immagini delle telecamere di videosorveglianza di bordo. I frame analizzati dall'azienda avrebbero confermato l'assenza di condotte aggressivi o di coercizione fisica, ridimensionando l'accaduto a una rigida applicazione del regolamento, pur se avvenuta in un contesto climatico avverso che ha scatenato l'indignazione dell'opinione pubblica.

L'aspetto umano e il rapporto di lavoro

Chi lavora nel settore del trasporto locale sa quanto sia sottile la linea tra il rispetto delle regole e la gestione degli imprevisti con l'utenza vulnerabile. Salvatore Russotto ha espresso sollievo per la conclusione della vicenda, sottolineando di non aver mai avuto intenzione di nuocere al bambino. Il chiarimento avvenuto con i genitori del minore ha contribuito a stemperare la tensione sociale, permettendo di focalizzarsi sul rapporto lavorativo.

«Mi hanno ascoltato e hanno fatto i dovuti controlli», ha dichiarato l'operatore, evidenziando la volontà dell'azienda di venirgli incontro in questa fase finale della sua carriera. La soluzione trovata appare come un compromesso che salvaguarda l'occupazione di un lavoratore prossimo al pensionamento e, contemporaneamente, risponde all'esigenza dell'azienda di chiudere una crisi reputazionale, garantendo che il dipendente non sia più esposto in prima linea su strada.

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