Mobilità docenti 2026: precedenza Legge 104 con verbale rivedibile [Chiarimenti]
Le istanze attese prima di Pasqua impongono requisiti stringenti: l'assistenza al genitore nella mobilità docenti 2026 vale solo con gravità permanente.
L'imminente ordinanza sulla mobilità docenti 2026 fissa paletti chiari sull'applicazione della Legge 104. Per quanto riguarda l'assistenza al genitore disabile, la priorità nei trasferimenti decade automaticamente qualora il verbale d'invalidità preveda una revisione futura dello stato di salute.
Il calendario della mobilità e l'incastro con le GPS
La macchina amministrativa di Viale Trastevere è in moto per definire i tempi della prossima tornata di movimenti del personale scolastico. Secondo le indiscrezioni più accreditate che filtrano dagli ambienti sindacali e dal Ministero dell'Istruzione e del Merito, l'obiettivo è anticipare i tempi rispetto agli anni passati. Si prevede l'apertura di una finestra temporale di circa 20 giorni, da collocare strategicamente prima delle festività pasquali.
Questa accelerazione non è casuale, ma risponde a una precisa esigenza logistica: evitare la pericolosa sovrapposizione con le procedure di aggiornamento delle GPS 2026 (Graduatorie Provinciali per le Supplenze). Una gestione separata delle due istanze è fondamentale per non mandare in tilt le segreterie scolastiche e il sistema informativo, garantendo al contempo ai docenti la possibilità di pianificare il proprio futuro professionale con tempistiche certe, specialmente in un anno che si preannuncia denso di scadenze burocratiche.
Mobilità docenti 2026 e Legge 104: il vincolo della permanenza
Nel dedalo delle normative che regolano i trasferimenti, l'articolo 13 del CCNI mobilità 2025-2028 rappresenta la bussola per chi assiste familiari con disabilità. Tuttavia, emerge un dettaglio tecnico che spesso coglie impreparati i richiedenti: la natura della certificazione medica. Per usufruire della precedenza legata all'assistenza del genitore con handicap grave (art. 3, comma 3, Legge 104/92), la condizione di disabilità deve essere certificata come permanente.
Se il verbale della commissione medica INPS riporta una data di revisione, la cosiddetta "rivedibilità", il beneficio della precedenza viene meno. La logica giuridica sottesa è che un accertamento soggetto a riesame non garantisce quello stato di necessità stabile e definitivo che giustifica una deroga alle normali graduatorie di trasferimento. Pertanto, i docenti in possesso di verbali "a tempo" non potranno allegare tale documentazione ai fini della priorità, dovendo concorrere secondo il punteggio standard derivante da anzianità di servizio e titoli culturali.
Le fasi del trasferimento in cui si applica la precedenza
È essenziale comprendere in quali segmenti della procedura si attiva la tutela normativa. La precedenza per i figli che assistono un genitore con disabilità grave non è universale, ma opera all'interno di perimetri specifici definiti dalla contrattazione integrativa. Il diritto di precedenza si applica validamente nella prima fase dei movimenti, ma limitatamente ai trasferimenti tra distretti diversi all'interno dello stesso comune, escludendo quindi i movimenti su cattedra nello stesso distretto.
Successivamente, la tutela si estende alla seconda fase (trasferimenti tra comuni della stessa provincia) e alla terza fase (mobilità interprovinciale). In tutti questi scenari, resta fermo il principio cardine: la certificazione della Legge 104 deve attestare una gravità non soggetta a revisione al momento della presentazione della domanda. Questo rigore formale mira a bilanciare il diritto all'assistenza familiare con la tutela degli altri docenti in attesa di trasferimento, evitando che situazioni sanitarie transitorie scavalchino posizioni consolidate da anni di servizio.