Mobilità docenti: Gilda Unams si rifiuta di firmate il nuovo CCNI, tolte le tutele al personale

La Federazione contesta il taglio delle tutele per la mobilità docenti e la riduzione delle deroghe per l'assistenza familiare.

12 marzo 2026 17:00
Mobilità docenti: Gilda Unams si rifiuta di firmate il nuovo CCNI, tolte le tutele al personale - Vito Carlo Castellana
Vito Carlo Castellana
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Il mancato accordo sul CCNI mobilità triennale per il periodo 2025-2028 segna una netta rottura tra il sindacato e il Ministero dell'Istruzione e del Merito. La mobilità docenti subisce una battuta d'arresto a causa della rimozione di diritti precedentemente acquisiti, mettendo in difficoltà migliaia di lavoratori che avevano pianificato la propria carriera e vita familiare su basi normative differenti.

Le ragioni del rifiuto di Gilda Unams

La decisione della Federazione Gilda Unams di non sottoscrivere il contratto integrativo nasce da quello che viene definito un grave arretramento normativo. Secondo il sindacato, il testo definitivo del CCNI annulla tutele che erano state garantite nell'ordinanza ministeriale precedente, creando un clima di incertezza per tutto il personale della scuola, inclusi docenti, personale educativo e ATA.

Deroga vincolo triennale e assistenza ai genitori

Il punto più critico riguarda la soppressione della deroga vincolo triennale per i dipendenti con genitori ultrasessantacinquenni. Questa misura era stata introdotta come strumento fondamentale per il ricongiungimento familiare, permettendo a molti docenti di accettare l'immissione in ruolo lontano da casa con la prospettiva di potersi avvicinare ai propri cari in tempi brevi.

La cancellazione di questa norma dopo un solo anno di applicazione è stata duramente criticata da Vito Carlo Castellana, il quale sottolinea come non sia accettabile modificare le regole in corso dopo che i lavoratori hanno preso decisioni di vita fondamentali basandosi su tali presupposti.

Tutela dei figli minori e conciliazione vita-lavoro

Oltre alla questione dei genitori, il nuovo accordo prevede una restrizione per le deroghe legate alla presenza di figli minori:

  • La soglia di età per beneficiare delle tutele scende da 16 a 14 anni.

  • Viene compromesso il diritto dei ragazzi a ricevere l'assistenza dei genitori in una fase delicata come quella dell'obbligo scolastico.

Secondo le dichiarazioni sindacali, ridurre queste possibilità aggrava la condizione di migliaia di insegnanti costretti a lavorare a grande distanza dalla propria residenza, nonostante il problema della mobilità sia spesso circoscritto all'interno della medesima regione.

Prospettive future per la mobilità docenti

Nonostante il clima di tensione, il Ministero ha manifestato l'intenzione di recuperare parte di queste tutele attraverso il prossimo contratto sulle utilizzazioni e le assegnazioni provvisorie. Sebbene Gilda Unams valuti positivamente questo tentativo di mediazione, ribadisce la necessità di garantire stabilità e certezza del diritto per tutti i docenti. La battaglia sindacale proseguirà nei prossimi tavoli di confronto per ripristinare pienamente le deroghe eliminate.

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