Mobilità intercompartimentale: cresce il gruppo MID superando le 10.000 firme
Il gruppo MID supera quota 10.000 iscritti chiedendo il diritto alla mobilità intercompartimentale per tutto il personale scolastico.
Il traguardo delle 10.000 adesioni raggiunto dal gruppo MID segna un punto di svolta. Il personale scolastico reclama con forza la mobilità intercompartimentale, un diritto essenziale per garantire pari opportunità e superare i vincoli normativi che oggi bloccano le carriere.
Il 2 marzo 2026 il gruppo MID ha superato le 10.000 iscrizioni: siano eliminati i vincoli che bloccano la mobilità intercompartimentale per il personale scolastico!
Il 2 marzo 2026 il gruppo MID ha superato le 10.000 iscrizioni: siano eliminati i vincoli che bloccano la mobilità intercompartimentale per il personale scolastico!
Il 2 marzo 2026, alle ore 6.10, il gruppo Mobilità intercompartimentale docenti ha superato le 10.000 adesioni.
Tale numero indica una richiesta evidente da parte del personale scolastico, ossia di avere l’alternativa presente in tutto il resto del pubblico impiego: il passaggio ad altro ramo della PA. Questa istanza non può più essere ignorata, né dal decisore politico né dalle forze sindacali.
A tal proposito il MID pensa che l’innalzamento dell’età pensionabile, l’aumento della burocrazia e il lavoro sommerso che questa comporta, il cambiamento radicale della professione insegnante nonché il desiderio di cimentarsi in un altro ramo della PA, siano motivi più che legittimi per superare quello che appare una sorta di pessimo sortilegio nei confronti del personale scolastico, ossia il combinato disposto delle normative 311/2004 e 107/2015. Alcuni commi di queste leggi imprigionano di fatto docenti e Ata per un’intera carriera, a differenza degli altri dipendenti pubblici, ed emanano un odore di incostituzionalità, pensando all’art. 3 della nostra Costituzione, e sembrano ledere la normativa europea 2000/78/CE sulle pari opportunità.
Spesso le leggi riflettono il momento storico in cui vengono emanate, come per esempio la finanziaria del 2004, ma sono passati vent’anni da allora e molte cose sono cambiate. E mentre in quell’anno un docente andava in pensione a 57 anni, ora necessita di arrivare a 67. E a partire dal prossimo futuro questa età sembra destinata ad aumentare.
Inoltre lo Stato ha superato da quasi un lustro il blocco del personale scolastico derivato dalla 311/2004, in quanto la PA sta assumendo centinaia di migliaia di persone ogni anno e pertanto tale limitazione non ha più ragione di essere.
Cosa si aspetta per intervenire? Di terminare tutte le assunzioni previste, in modo che un’eventuale apertura della mobilità intercompartimentale rimanga sulla carta?
Le forze sindacali inizino quindi a prendere in considerazione la questione, come da tempo ha fatto l’Anief, e inseriscano il dibattito sul tema all’interno del rinnovo del prossimo contratto.
Alla luce di queste considerazioni il gruppo MID invita a superare prima possibile le limitazioni, e richiede:
la partecipazione del personale scolastico ai bandi di mobilità intercompartimentale verso altro ramo della P.A., come avviene per il resto del pubblico impiego;
la possibilità di accedere all’eventuale carenza di posti emergenti dagli uffici del MIM, quali dipendenti dello stesso Ministero, senza bandire un concorso esterno già a partire dalla prossima selezione;
l’ottenimento dei buoni pasto come diritto;
il riconoscimento per tutta la categoria di professione usurante e l’ottenimento della pensione anticipata a 60 anni senza penalizzazioni.
Gruppo Mobilità intercompartimentale docenti