Mobilità interregionale dirigenti scolastici: deroga al 100% per il 2026

Il decreto Milleproroghe estende anche al 2026 la mobilità interregionale dirigenti scolastici, garantendo il 100% dei posti per i trasferimenti.

19 febbraio 2026 19:00
Mobilità interregionale dirigenti scolastici: deroga al 100% per il 2026 - Mobilità Dirigenti Scolastici
Mobilità Dirigenti Scolastici
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Le Commissioni della Camera hanno approvato l'emendamento al Milleproroghe che conferma la mobilità interregionale dirigenti scolastici per il 2026. Una misura attesa che assegna il 100% dei posti disponibili, agevolando il rientro nelle regioni di residenza dei presidi fuori sede.

L'iter parlamentare del decreto Milleproroghe

Nel quadro delle votazioni del 18 febbraio 2026, le Commissioni riunite Affari costituzionali e Bilancio della Camera dei Deputati hanno approvato una modifica cruciale al decreto Milleproroghe. L'intervento legislativo, sostenuto politicamente dal Ministero dell'Istruzione e del Merito, prolunga l'efficacia del regime straordinario relativo ai trasferimenti dei presidi, ricollegandosi al quadro giuridico precedentemente tracciato dalla legge n. 79/2025. Al momento, l'architettura normativa necessita ancora del voto definitivo e vincolante a Montecitorio e, in seconda battuta, a Palazzo Madama per giungere alla promulgazione formale.

Come funziona la mobilità interregionale dirigenti scolastici per il 2026

Il fulcro dell'emendamento si sostanzia nella deroga tecnica che destina alla mobilità interregionale dirigenti scolastici il 100% dei posti disponibili su scala nazionale. Analizzando storicamente le dinamiche di organico del comparto istruzione, emerge con chiarezza come questa conferma argini efficacemente il blocco dei trasferimenti tra diverse aree del Paese. La ratio normativa incrementa il ventaglio di opportunità per i dirigenti scolastici assegnati lontano dal proprio nucleo familiare, facilitando un complesso iter di ritorno verso la regione di residenza. Questa specifica impostazione ministeriale funge da concreto ammortizzatore sociale e organizzativo contro le criticità gestionali derivanti dalla perdurante lontananza geografica.

Le prospettive sindacali e la posizione dell'ANP

A margine delle decisioni assunte in sede parlamentare, l'Associazione Nazionale Presidi (ANP) ha manifestato una chiara e tempestiva approvazione. La sigla sindacale di categoria evidenzia come l'impiego del monte posti integrale offra un sollievo tangibile ai professionisti operanti da anni fuori sede, armonizzando i diritti della sfera privata con le imprescindibili necessità amministrative dello Stato, a netto vantaggio dell'efficienza della governance scolastica. Guardando al futuro prossimo, l'ANP ha annunciato che porterà fermamente la questione sui tavoli della contrattazione collettiva nazionale 2022-2024, puntando a superare in via definitiva la logica emergenziale e annuale per rendere l'attuale dispositivo un elemento strutturale.

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