Moduli orari da 45 minuti: la proposta del CNDDU al Ministro Valditara

Introduzione dei moduli orari da 45 minuti: il CNDDU presenta una proposta per una scuola più equa, flessibile e di qualità europea.

A cura di Redazione Redazione
17 aprile 2026 18:30
Moduli orari da 45 minuti: la proposta del CNDDU al Ministro Valditara -
Condividi

Scuola, ripensare il tempo dell’apprendimento:formulata una proposta al Ministro Giuseppe Valditara per l’introduzione di moduli orari da 45 minuti

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani rende pubblica la formulazione di una proposta, indirizzata al Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, volta alla rimodulazione dell’unità oraria scolastica mediante l’introduzione generalizzata di moduli didattici della durata di 45 minuti, in coerenza con modelli organizzativi già consolidati in numerosi ordinamenti scolastici europei.

La presente iniziativa si inscrive nell’alveo dei principi costituzionali di cui agli artt. 3, 33 e 34 della Costituzione, nonché nel quadro dei diritti fondamentali riconosciuti a livello europeo, con particolare riferimento al diritto all’istruzione quale diritto sociale inviolabile, da garantire secondo criteri di effettività, equità e qualità. In tale prospettiva, la dimensione temporale dell’attività didattica assume rilevanza giuridica e organizzativa, incidendo direttamente sull’effettivo godimento del diritto all’apprendimento.

La proposta si configura come atto di indirizzo culturale e tecnico, finalizzato a promuovere una revisione sistemica dell’organizzazione del tempo scuola, attualmente ancorata a modelli orari rigidi e non sempre rispondenti alle esigenze cognitive, relazionali e inclusive della popolazione studentesca. L’introduzione di unità orarie da 45 minuti, lungi dal determinare una compressione dei contenuti disciplinari, consentirebbe una razionalizzazione dell’offerta formativa, favorendo una maggiore efficacia dei processi di insegnamento-apprendimento e una più equilibrata distribuzione dei carichi cognitivi.

Sotto il profilo organizzativo-amministrativo, la rimodulazione proposta appare idonea a produrre effetti positivi rilevanti. In particolare, essa potrebbe contribuire a superare criticità strutturali quali la mobilità territoriale fortemente limitata per alcune classi di concorso — tra cui la A-46 (discipline giuridiche ed economiche) — nonché il fenomeno dei docenti soprannumerari. Una più flessibile articolazione del tempo scuola consentirebbe, infatti, una diversa composizione delle cattedre e una più efficiente allocazione delle risorse umane, in conformità ai principi di buon andamento ed economicità dell’azione amministrativa di cui all’art. 97 della Costituzione.

Sul piano pedagogico-didattico, la riduzione dell’unità oraria si tradurrebbe in un incremento della soglia di attenzione degli studenti, in una maggiore dinamicità delle metodologie didattiche e in un rafforzamento delle pratiche educative inclusive. L’esperienza comparata di Paesi quali Germania, Finlandia, Austria, Estonia e Polonia dimostra come l’adozione di moduli da 45 minuti, spesso accompagnati da pause strutturate, contribuisca significativamente al benessere psicofisico degli studenti, alla prevenzione della dispersione scolastica e al miglioramento degli esiti formativi.

Inoltre, la proposta si pone in linea con i più recenti orientamenti delle scienze cognitive e pedagogiche, che evidenziano la necessità di calibrare i tempi dell’apprendimento in funzione delle capacità di concentrazione e assimilazione degli studenti, nonché con le politiche europee in materia di istruzione, sempre più orientate verso modelli flessibili, inclusivi e centrati sulla persona.

Non meno rilevanti appaiono i riflessi sul piano della tutela dei diritti dei lavoratori della scuola. Una diversa articolazione oraria potrebbe infatti favorire una più equa distribuzione del carico di lavoro, una migliore conciliazione tra tempi di vita e tempi di lavoro e una valorizzazione delle professionalità docente, contribuendo a ridurre situazioni di precarietà e marginalizzazione professionale.

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani ritiene, pertanto, che la rimodulazione dell’unità oraria in senso riduttivo costituisca una misura ragionevole, proporzionata e coerente con i principi dell’ordinamento giuridico nazionale ed europeo, nonché con le esigenze di innovazione del sistema scolastico attraverso una nuova gestione dell'unità oraria.

Alla luce di quanto sopra esposto, si rivolge al Ministro Giuseppe Valditara un formale invito a valutare l’opportunità di avviare un procedimento di studio e consultazione istituzionale volto all’eventuale introduzione del modello proposto, anche in via sperimentale, coinvolgendo le istituzioni scolastiche, le rappresentanze professionali e le componenti della comunità educante.

Il CNDDU si dichiara sin d’ora disponibile a trasmettere formalmente la proposta articolata e a partecipare attivamente ai tavoli tecnici che si riterrà opportuno istituire, nella convinzione che una riforma del sistema educativo rappresenti un passaggio imprescindibile per la costruzione di una scuola più giusta, efficiente e rispettoso dei diritti umani.

prof. Romano Pesavento, presidente CNDDU

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail