Neonato morto a Vasto, tracce di droga nel sangue: indagata la madre

Il piccolo aveva tracce di droga nel sangue. L'avvocato difende la donna: estranea ai fatti e pronta a sottoporsi ai test tossicologici.

23 febbraio 2026 09:00
Neonato morto a Vasto, tracce di droga nel sangue: indagata la madre -
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Il tragico caso del neonato morto a Vasto lo scorso agosto continua a sollevare interrogativi complessi. Sebbene l'autopsia abbia escluso violenze fisiche, la presunta ingestione di cocaina ha portato la Procura a iscrivere la madre nel registro degli indagati. La difesa, tuttavia, respinge con fermezza ogni accusa, sottolineando l'estraneità della donna ai fatti e chiedendo ulteriori accertamenti sulle reali cause del decesso.

Le indagini sul neonato morto a vasto

Il decesso del bambino di quindici mesi, inizialmente attribuito a un improvviso arresto respiratorio durante il sonno, è ora al centro di un'inchiesta giudiziaria. La donna trentenne, che aveva allertato tempestivamente i soccorsi, è oggi indagata per omicidio colposo e per aver fornito false dichiarazioni al pubblico ministero.

Secondo gli accertamenti medici, le anomalie risiedono unicamente negli esiti degli esami clinici. I punti chiave dell'inchiesta includono:

  • L'assoluta mancanza di traumi fisici sul corpo del bambino.

  • I risultati delle indagini tossicologiche, che hanno rilevato la presenza di stupefacenti nell'organismo.

  • La valutazione della responsabilità materna in merito alla custodia e alla sicurezza del minore.

La difesa respinge le accuse di omicidio colposo

L'avvocato difensore Alessandro Cerella contesta duramente l'attuale ricostruzione accusatoria. Il legale precisa che la presenza di sostanze nell'organismo non certifica in automatico che l'ingestione di cocaina sia l'effettiva causa letale. Inoltre, solleva una forte eccezione procedurale riguardante gli interrogatori passati:

  • Le prime dichiarazioni della madre sarebbero giuridicamente nulle, poiché rilasciate quando la donna figurava ancora come "persona informata sui fatti" e non come indagata.

  • La madre ha ribadito di non essere una consumatrice di droghe, mettendosi immediatamente a disposizione delle autorità per effettuare i test di rito.

I dubbi sulle responsabilità e la droga in casa

La presenza confermata di stupefacenti all'interno dell'abitazione rimane l'elemento più critico dell'indagine. Tuttavia, la difesa suggerisce il possibile coinvolgimento di terze persone che frequentavano l'appartamento, regolarmente condiviso dalla donna con il figlio. Attualmente, la Procura deve ancora dimostrare un nesso causale diretto tra un'eventuale negligenza della madre e la morte del bambino. Il team legale rimane fiducioso, puntando all'archiviazione della posizione della donna.

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